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L’analisi della Cgia In totale si trascorrono lavorando 265 giorni e la retribuzione è più elevata di quella media italiana ma inferiore rispetto a quella media lombarda
Lettura 1 min.Al nord, e anche a Como, si lavora mediamente un mese in più rispetto a quanto avviene nel Mezzogiorno. Il dato emerge da un’analisi dell’ufficio studi della Cgia di Mestre sul numero medio di giornate retribuite. In Italia nel 2024 abbiamo lavorato mediamente 246,5 giorni all’anno: ma al nord la media si è attestata su 255 giorni, mentre al sud Italia ci si è fermati a 228; si tratta di una differenza di 27 giornate lavorative. Como è perfettamente in linea con la media settentrionale, con 255,9 giornate retribuite. La media lombarda è invece più alta e pari a 259,1.
L’ufficio studi dell’associazione artigiana, tuttavia, sottolinea come il dato debba essere letto con attenzione. Si tratta infatti di un monte ore annuo rapportato al numero di occupati. «Al sud – sottolinea la Cgia – è presente una maggiore diffusione della precarietà, un ricorso più frequente al part time involontario e una componente rilevante di lavoro stagionale, nel turismo e nell’intrattenimento. Inoltre nel Mezzogiorno il lavoro nero raggiunge dimensioni significative. Trattandosi di lavoro illegale, queste ore non vengono conteggiate nel monte ore ufficiale. Il risultato è che il dato ufficiale sottostima le ore effettivamente lavorate, poiché una parte del lavoro svolto resta fuori dalle statistiche. Si tratta dunque – conclude l’associazione - non tanto di una minore quantità di lavoro, quanto di condizioni occupazionali più fragili e meno regolari».
A livello provinciale è Lecco a registrare il numero medio di giornate retribuite più elevato d’Italia (265,4). Seguono Biella (263,9), Vicenza (263,4), Monza-Brianza (263,3) e Lodi (262,8). Como si colloca al 26° posto.
Ovviamente, anche sul fronte delle retribuzioni il divario tra nord e sud è significativo. La paga media giornaliera ha raggiunto i 108 euro al nord, contro gli 80 euro del sud: il differenziale è stato del 36% a favore dei lavoratori del settentrione. A Como la retribuzione media annua per un lavoratore dipendente è di 25.168 euro, contro i 24.486 medi nazionali e i 30.384 lombardi. Nella classifica per province, Como si colloca al 29° posto. Milano è invece la provincia con gli stipendi medi lordi più elevati: 35.670 euro. Seguono Monza-Brianza (29.576), Parma (28.747), Modena (28.731), Bologna (28.672), Lecco (27.788) e Reggio Emilia (27.772).
La retribuzione media giornaliera comasca risulta sostanzialmente in linea con la media nazionale, ma inferiore a quella lombarda.
Infine, rileva sempre l’ufficio studi della Cgia, nelle aree del Paese dove la produttività è più elevata, anche gli stipendi medi risultano più alti. Se analizziamo infatti le prime cinque regioni italiane per produttività, troviamo Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio ed Emilia-Romagna. E, nella classifica nazionale delle retribuzioni medie lorde annuali, nelle prime cinque posizioni compaiono quasi le stesse regioni: Lombardia (30.384 euro), Emilia-Romagna (26.377 euro), Piemonte (26.249 euro), Veneto (25.370) e Trentino-Alto Adige (25.244 euro).
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