Lettera delle associazioni edilizie, Forza Italia: «Sindaco asserragliato nel bunker». E il Pd: «Como merita un metodo diverso»
Dopo la replica del primo cittadino di Como, Alessandro Rapinese, i commenti di Sergio Gaddi e Daniele Valsecchi, rispettivamente segretario provinciale degli azzurri e segretario cittadino del Partito democratico
Lettura 1 min.Como
Come era prevedibile, la lettera inviata al Comune dalle associazioni e dagli ordini professionali della filiera delle costruzioni di Como genera un vivace dibattito politico. Dopo la replica del sindaco di Como, Alessandro Rapinese, sono intervenuti il segretario provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi, e il segretario cittadino del Pd, Daniele Valsecchi.
«Non si è mai vista una presa di posizione tanto dura e articolata da parte delle principali associazioni della città - afferma Gaddi -. Il problema che pongono è reale e le responsabilità del sindaco sono drammatiche e oramai sotto gli occhi di tutti: la paralisi degli uffici è una sua colpa politica e gestionale evidente e il motivo, purtroppo per Como, è chiaro. Tutto dipende dalla totale impreparazione e inadeguatezza al ruolo - afferma ancora il segretario provinciale -, che non può più essere coperta dalla sua propaganda retorica fatta di bugie, battute e ridicoli slogan. Per non parlare della inesistenza assoluta di giunta e consiglio. Dopo 4 anni le chiacchiere stanno a zero e tutti i nodi concreti stanno arrivando al pettine. Ma non credo affatto che le richieste di confronto delle associazioni verranno soddisfatte - conclude Gaddi -, perché il sindaco asserragliato nel suo bunker ha il sacro terrore di qualsiasi confronto vero che non siano i suoi stucchevoli videomessaggi a senso unico».
Particolarmente duro anche l’intervento di Valsecchi: «Quando cinque tra le più importanti realtà del nostro territorio si vedono costrette a un passo così formale e duro come scrivere al sindaco per denunciare il caos e la paralisi negli uffici comunali, significa che il limite è stato superato. I fatti, purtroppo, bussano alla porta di questa giunta. E sono fatti testardi: ritardi insostenibili, mancanza di risposte, uffici svuotati e un dialogo con le categorie azzerato da un approccio personalistico e privo di una programmazione reale. Una città bloccata nell’edilizia e nell’urbanistica è una città che smette di investire, di rinnovarsi e di creare lavoro, penalizzando il nostro tessuto economico in ogni suo settore, e che rischia di svendersi invece che progettare. Una amministrazione seria e responsabile - prosegue il segretario cittadino del Pd - coglierebbe immediatamente il segnale, grave ed evidente, che arriva da quella comunicazione, si attiverebbe in maniera seria; l’attuale guida del Comune di Como, invece, sceglie ancora una volta di attaccare, di cercare la rissa, con anche accuse più o meno velate e insinuazioni di pessimo gusto. Conosciamo la strategia del sindaco: non rispondere mai nel merito, non cercare soluzioni per la collettività, ma usare ogni situazione per visibilità personale. Noi crediamo fermamente che Como meriti un metodo completamente diverso. La lettera - conclude Valsecchi - evidenzia, inoltre, un’altra verità che segnaliamo da tempo: la costante e puntuale svalutazione e distruzione della macchina comunale da parte del sindaco e della sua giunta; questa gestione ha portato a fughe, litigi, disservizi, scioperi; non ha mai investito seriamente in formazione, qualità dei servizi, sviluppo professionale. Ricostruire e ridare valore alle persone, ai professionisti che compongono gli uffici sarà una delle sfide più difficili che la nuova amministrazione comunale si troverà ad affrontare nel 2027».
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