L’hantavirus e il turista a spasso sul lago di Como, Pregliasco: «Per quanto ne sappiamo, solo i sintomatici contagiano»
Il virologo: «Questo paziente isolato peraltro non è uno dei viaggiatori della crociera dove è scoppiato il primo focolaio, ha avuto un contatto non così stretto sull’aereo con una donna contagiata. E ad oggi è negativo». Ma l’incubazione del virus è molto lunga
Lettura 1 min.Como
l turista isolato per hantavirus al Sacco è stato a spasso anche sul lago di Como. La Regione ha dato ampie rassicurazioni dopo aver isolato il cittadino britannico venuto a contatto in aereo con una paziente infetta, la moglie del primo caso di hantavirus scoppiato su una ormai famosa nave da crociera. La persona ricoverata sta bene, è negativa, dunque secondo i medici dell’ospedale milanese non può contagiare altri soggetti. Per precauzione, volendo monitorare eventuali insorgenze sintomatiche, resterà comunque nel reparto di Malattie infettive fino al 6 di giugno. Per tutto il periodo dell’eventuale incubazione.
La rete di sorveglianza regionale, saputo martedì dalle autorità nazionali della presenza in Lombardia di questo contatto, rivendica di aver individuato il turista con prontezza, il giorno stesso è stato portato in ospedale. Sbarcato dall’aereo il 25 aprile però il caso sospetto ha avuto tempo di girare per l’Italia. Roma, Sorrento, Firenze, il solito tour lungo lo stivale per Venezia e poi, soggiornando a Milano, il viaggiatore anche una passeggiata sul lago di Como. In una ventina di giorni aveva organizzato molte tappe, i primi quindici li ha effettivamente trascorsi per ammirare diverse regioni. I controlli sono scattati solo questa settimana. E’ dunque lecito domandarsi se possa avere diffuso il contagio.
Il 25 aprile questa persona, ad oggi negativa all’hantavirus, è stata per quattro ore seduta su un Airlink che da Sant’Elena ha raggiunto Johannesburg. A due file di distanza la donna olandese di ritorno dalla crociera poi morta colpa del virus e due positivi da contatto. «Per quanto sappiamo solo i soggetti sintomatici contagiano – dice il virologo Fabrizio Pregliasco –; altri colleghi dicono che anche gli asintomatici potrebbero forse trasmettere il virus. Questo paziente isolato però non è uno dei viaggiatori della crociera dove è scoppiato il primo focolaio, ha avuto un contatto non così stretto sull’aereo. E ad oggi è negativo». L’incubazione però è lunga. Secondo i più esperti medici, da Pregliasco come Andrea Gori, il direttore del Centro emergenze infettive del Sacco, è bene stare allerta, senza fare allarmismi.
«La reazione internazionale a questo focolaio mi è parsa pronta – dice Domenico Santoro, già primario delle Malattie infettive del Sant’Anna – certo fa riflettere che il turista sia andato in giro per l’Italia, pur essendo un contatto sospetto. Però credo che i sistemi di sorveglianza, come l’attenzione dell’opinione pubblica e della sanità, oggi siano più preparati rispetto a quanto accaduto sei anni fa. La drammatica pandemia è una lezione recente. Questo è un virus certo diverso, che ha meccanismi non uguali al Covid, non sembra capace di diffondersi a livello globale, però le manifestazioni sembrano importanti e talvolta letali e quindi io credo sia corretto e anzi auspicabile mantenere alta l’attenzione».
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