Lockdown, così la città si spegne
«Stavolta temiamo di non riaprire»

Da oggi chiusi bar, ristoranti e alcuni negozi: «C’è tanto sconforto - dicono gli esercenti - La politica doveva fare altro»

Lockdown, così la città si spegne «Stavolta temiamo di non riaprire»
Walter Trumino chiude il suo “Caffè dei viaggiatori” in centro storico. Da oggi scattano le nuove misure in tutta la regione Lombardia
(Foto di butti)

Tristezza, rabbia, delusione. Per baristi, ristoratori e negozianti d’abbigliamento e calzature costretti a chiudere da oggi, la seconda serrata è molto più dura della prima. Se a marzo, di fronte a un virus sconosciuto arrivato all’improvviso, abbassare la serranda in attesa di tempi migliori sembrava l’unica cosa sensata da fare, ora prevale la frustrazione. Così, con le vie del centro storico piuttosto piene e con i comaschi alle prese con le ultime compere prima del “lockdown”, le domande dei commercianti sono tante. Si riuscirà a riaprire? Avendo avuto sei mesi a disposizione, la politica non poteva trovare soluzioni adeguate? Perché siamo ancora al punto di partenza?

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