L’ondata contro la vicesindaco Roperto: anche Forza Italia ne chiede le dimissioni

Como Mentre le famiglie della scuola Corridoni attendono nell’incertezza, arriva un nuovo attacco contro la giunta: «Il sindaco prenda atto del fallimento della sua squadra»

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Dopo Pd e Svolta Civica, anche i membri consiliari del gruppo di Forza Italia si uniscono alla richiesta nei confronti della vicesindaco Nicoletta Roperto (con delega alle Politiche educative e ai Servizi sociali) di dimettersi alla luce di quanto sta accadendo alla scuola Corridoni.

«La situazione ha superato ogni limite. Scuole nel caos, famiglie senza certezze, criticità costanti per le persone con disabilità e servizi sociali sui quali continuano ad accumularsi pesanti interrogativi. Il caso Corridoni è soltanto l’ultimo, clamoroso esempio di una gestione fallimentare fatta di decisioni affrettate, ricorsi e continui cambi di rotta. Per questo motivo, Forza Italia chiede ufficialmente le dimissioni della vicesindaca e assessore alle Politiche Educative e ai Servizi Sociali, Nicoletta Roperto».

E ancora:«Quanto sta accadendo, con il blocco del trasferimento da parte del Consiglio di Stato e le lezioni che ripartiranno nell’incertezza più assoluta, dimostra la totale incapacità di programmazione di questa giunta. Si è voluto forzare lo sfratto dei bambini da via Sinigaglia per fare spazio a un autosilo, pretendendo di stiparli in fretta e furia all’interno del plesso di via Fiume, una struttura che presenta pesantissime criticità strutturali, logistiche e di sicurezza già ampiamente denunciate da famiglie e insegnanti».

Da qui la richiesta a Roperto di abbandonare la carica a Palazzo Cernezzi, perchè, secondo Forza Italia, se il sindaco Alessandro Rapinese «fosse ancora seduto tra i banchi dell’opposizione, avrebbe chiesto le dimissioni dell’assessore, probabilmente dell’intera Giunta, avrebbe denunciato il “fallimento” dell’Amministrazione e avrebbe convocato conferenze stampa per chiedere conto di ogni singolo errore. Oggi, invece, che è lui a governare, sembra che la responsabilità non sia mai di nessuno».

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