Lugano capitale della cultura? «Vogliamo allearci a Como»

Svizzera La città ticinese formalizza la sua candidatura per il 2030. E il vicesindaco tende la mano a Rapinese per una possibile sinergia

Con il prezioso assist e di Como e Varese, città con cui non sempre ha avuto un grosso feeling, il Municipio di Lugano ha deciso ufficializzare la candidatura a “Capitale svizzera della Cultura 2030”. La ricca cittadina affacciata sul Ceresio ha dunque deciso di giocarsi sino in fondo le proprie chance imbastendo un’alleanza a quattro che insieme a Como e Varese vede in prima linea Locarno e Mendrisio. «La nostra è una città che unisce creatività, innovazione e qualità di vita. Da qui la candidatura a Capitale Culturale Svizzera 2030», la chiosa del Municipio di Lugano che in questa appassionante sfida - con inevitabili e importanti risvolti economici - dovrà però fare i conti con un derby tutto ticinese con la “Città dei Tre Castelli”, Bellinzona. Derby che secondo il vicesindaco di Lugano Roberto Baradaracco « “forse si sarebbe potuto evitare».

L’alleanza

Tornando all’alleanza con Como - dopo le frizioni d’inizio 2024 tra i sindaci Alessandro Rapinese (Como) e Michele Foletti (Lugano) - il vicesindaco Roberto Baradacco, interpellato dal “Corriere del Ticino”, ha fatto notare che «il sostegno di Como e Varese rappresenta un valore aggiunto fondamentale». Dunque Lugano cerca alleanze anche al di fuori dei confini cantonali, cercando così di voltare pagina rispetto alle parole pronunciate dal sindaco Foletti nei confronti del primo cittadino di Como, ovvero “il nuovo sindaco di Como ha altre idee”. Parole che il primo cittadino di Como, ai microfoni della Rsi, aveva definito «un pregiudizio, più che un giudizio», aprendo comunque le porte del nostro capoluogo a un confronto costruttivo con Lugano. La candidatura a “Capitale svizzera della Cultura 2030” potrebbe rappresentare un primo importante passo in questa direzione, ricordando anche un altro aspetto e cioè che Lugano e Como hanno tratti comuni legati - ad esempio - al turismo a cinque stelle.

Roberto Baradacco citando Como ha poi annunciato «la disponibilità tra le nostre e le loro istituzioni culturali a sviluppare i rispettivi territori».

Il titolo di Capitale culturale svizzera verrà assegnato a una città con almeno 20 mila abitanti, idealmente alternando le quattro regioni linguistiche. Per un anno, una città o una regione diventa il cuore culturale del Paese, con importanti ricadute anche per gli altri partner coinvolti in questa appassionante sfida. Si tratta di un evento di portata nazionale, durante il quale artisti e persone provenienti da tutta la Svizzera potranno incontrarsi, scambiare idee e coltivare la diversità.

Il progetto

L’iter del progetto di candidatura proseguirà nell’anno in corso con una visita della giuria in marzo e con la scelta della città vincitrice a giugno. Il progetto congiunto di Lugano, Locarno e Mendrisio - aperto a pieno titolo anche a Como e Varese - non è l’unico nella Svizzera italiana, dato che Bellinzona, come anticipato, ha annunciato una sua autorevole candidatura. Per la Svizzera tedesca sono in lizza Aarau, Sciaffusa, Thun e Zugo. Le candidature delle città vengono valutate da una giuria composta da 10 esperti dei settori della cultura, dell’economia e dei media.

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