L’ultima truffa via smartphone: notifiche che svuotano il conto

L’allarme Anche a Como denunce per la nuova trappola informatica. Sms per addebiti da centinaia di euro: «Mai cliccare sul link contenuto»

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Sbarca anche a Como la truffa che era stata in questi giorni segnalata dalla polizia postale, relativa a notifiche fasulle apparentemente in arrivo da applicazioni di pagamento come Bancomat Pay. Si tratta, per la precisione, di pagamenti digitali effettuati grazie al collegamento del numero di telefono dei cellulari al conto corrente dei clienti, oppure ad una carta con Iban, procedura che permette di fare acquisti tramite smartphone senza usare una carta fisica.

Bene, i truffatori sono entrati anche in questo campo e le prime ripercussioni sono arrivate anche nella nostra provincia. In questi giorni diversi utenti hanno segnalato l’arrivo di messaggi sul proprio telefono con notifiche (che però non sono reali) di presunti pagamenti effettuati che devono essere approvati. In pratica, i malviventi chiedono o di autorizzare una operazione di contanti in uscita, oppure chiedono di contattare numeri di riferimento cercando poi di carpire i dati della vittima.

E’ il caso di una ventenne di Como e di una quarantenne sempre della città, che nelle scorse ore ha ricevuto il messaggio che preannunciava un pagamento da 899 euro dal suo conto corrente, invitando a contattare una presunta assistenza per chiedere informazioni. Ovviamente i truffatori non si muovono solo su Bancomat Pay ma anche su servizi analoghi associati sempre al numero di telefono dei cellulari.

Un problema reale, diffuso, tanto che la polizia postale solo qualche giorno fa aveva diffuso una apposita allerta per mettere in guardia i cittadini: «Hai ricevuto una richiesta di denaro improvvisa su Bancomat Pay o app simili collegate al tuo numero di telefono? Fai molta attenzione potrebbe essere una truffa», avevano scritto gli agenti. «I malintenzionati inviano richieste di pagamento a tanti utenti con la speranza che la fretta o la distrazione spingano ad autorizzare il trasferimento di denaro senza controllare» avevano aggiunto gli uomini della postale, concludendo con alcuni consigli: «Verificare chi sta chiedendo il denaro prima di fare qualsiasi trasferimento, controllare sempre l’importo esatto e la causale, ignorare l’urgenza di messaggi allarmanti o pressanti e comunque nel dubbio rifiutare e contattare subito la propria banca». Ed in ogni caso, infine, è sempre bene segnalare la cosa anche alle forze di polizia.

Purtroppo, non è questa l’unica tipologia di truffa che sta tornando a farsi vedere. Avevamo già parlato settimane fa delle (presunte) lettere minacciose inviate dal Ministero dell’Interno con «convocazioni urgenti» per vicende giudiziarie legare alla violazioni addirittura del «sistema di sicurezza informatica nazionale» hackerato da mani anonime e da dispositivi non riconosciuti. Anche in questo caso l’obiettivo dei truffatori è carpire più informazioni possibili dal cittadino, spaventato nel trovarsi di fronte a comunicazioni del genere che paiono arrivare da uffici importanti dello Stato che elencano tra l’altro reati pesantissimi, sempre per mettere in difficoltà e apprensione l’interlocutore.

In tutti i casi, comunque, nel dubbio è consigliato non cliccare mai su alcun rimando, non fornire mai i propri dati e chiamare o informare le forze di polizia del territorio.

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