Lungolago a pezzi, la Regione: «C’è la garanzia per il ripristino»
Passeggiata L’assessore Fermi: «Abbiamo segnalato all’azienda che interverrà per la sistemazione»
I problemi della passeggiata a lago, soprattutto le crepe e i distacchi del porfido documentati in più occasioni da “La Provincia” sono stati segnalati dalla Regione all’azienda che aveva effettuato i lavori e da Milano garantiscono che verranno effettuati tutti i necessari interventi di ripristino.
Da quanto si apprende, Regione ha contattato direttamente la sua partecipata Aria, che si occupa di infrastrutture, chiedendo approfondimenti e, soprattutto, che si vadano a risolvere i guai.
«Abbiamo segnalato all’azienda – spiega l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi, con delega a Università e ricerca – che interverrà per sistemare tutti problemi che si stanno registrando sulla pavimentazione, tenendo conto che c’è una garanzia decennale. Io non sono un tecnico - prosegue Fermi -, ma mi hanno spiegato che in situazioni analoghe è possibile che, nei primi tempi, si verifichino situazioni come quelle che si stanno riscontrando. In ogni caso, essendoci la garanzia, verranno risolte».
Da sistemare ci sono le crepe che si sono formate a ridosso dei cordoli in granito, gli stessi cordoli “staccati” in alcuni punti e ancora le zone dove si il porfido si è gonfiato e si è rotto.
Le paratie e la passeggiata formalmente sono state consegnate al Comune di Como dalla delibera della giunta regionale del 3 agosto che demandava però alla direzione generale Territorio e sistemi verdi il coordinamento di tutte le attività necessarie per arrivare alla totale presa in carico delle opere da parte di Palazzo Cernezzi, che richiederanno tempo.
Il sindaco Alessandro Rapinese, a precisa richiesta, ha ritenuto di non commentare la situazione del lungolago e i problemi della passeggiata.
Si apprende però che anche da Palazzo Cernezzi sono state inviate, già nei mesi scorsi, segnalazioni a Milano sulle condizioni del porfido.
Un intervento di ripristino era stato effettuato a luglio, successivamente ne era stato pianificato un secondo dopo le ferie estive che non ha trovato riscontri. Intanto la situazione peggiora.
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