Lungolago, diciott’anni di lavori e la pavimentazione è già a pezzi

La denuncia Tra crepe e veri e propri cedimenti, la tenuta del selciato (nuovo) preoccupa. Il rischio è che la situazione peggiori. I passaggi più pericolosi segnalati da jersey e “coni”

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Non c’è pace per il lungolago di Como che, dopo un cantiere lungo qualcosa come quasi 18 anni, adesso sta già presentando problemi sulla pavimentazione che, almeno a prima vista, sembrano tutt’altro che di poco conto.

Non si tratta, infatti, di situazioni isolate in un unico punto della passeggiata, ma interessano aree diverse e anche materiali differenti. Sono infatti stati posizionate in alcune aree transenne e paletti per delimitare anomali rigonfiamenti della pavimentazione in porfido sia nella zona verso il Metropole Suisse che dalla parte opposta, dopo la biglietteria della Navigazione. Si va da crepe e piccoli cedimenti a situazioni complicate con i cubetti che si sono letteralmente sollevati in una sorta di “esplosione” della pavimentazione.

Le parti compromesse non sono passate inosservate ai tanti comaschi che quotidianamente passeggiano a bordo lago, ma si vedono anche semplicemente passando in auto in quanto circondate da jersey bianchi e rossi in plastica e paletti per evitare che, calpestandole, qualcuno inciampi e si faccia male. Fra l’altro osservando da vicino la parte dopo la Navigazione, vicino a un’aiuola, si vede benissimo come sia sollevata “in blocco” a cui si aggiungono i cubetti che si sono staccati.

La questione molto probabilmente, trattandosi di un problema generalizzato che potrebbe aggravarsi ulteriormente in altri punti, dovrà essere presa in mano da Regione Lombardia che ha realizzato l’intervento attraverso il coordinamento della sua società specializzata “Aria” che ha seguito le fasi di lavorazione affidate a un gruppo di aziende. Bisognerà capire quale sia la causa che ha portato al “rigonfiamento” della passeggiata e stabilire le modalità di intervento. Almeno a prima vista sembra infatti che non si tratti di singoli cubetti staccati, situazione che avrebbe richiesto dei piccoli lavori di manutenzione (come il Comune, tra l’altro, sta facendo in questi giorni in centro storico e sulla parte pedonale di viale Battisti), ma di qualcosa di portata decisamente più ampia che richiederà come minimo un controllo approfondito di tutta la passeggiata. I guai, fra l’altro, non riguardano soltanto la pavimentazione in porfido, ma anche alcuni gradini e bordure in granito. In questi casi non c’è stato un sollevamento del materiale, ma dei distacchi che hanno causato piccoli spostamenti. Le parti sono infatti staccate dal resto della passeggiata lasciando intravedere fessurazioni che potrebbero essere state determinate da assestamenti della passeggiata, ma che comunque andranno approfondite. Nel febbraio dello scorso anno erano state registrate anomalie verso Sant’Agostino, a ridosso dell’ormai ex chiosco bar: alcune crepe (anche molto lunghe) si erano presentate a quasi due anni dall’apertura del tratto di passeggiata. Allora da Milano avevano spiegato che si trattava di normali assestamenti legati in parte alla natura del materiale (cubetti di porfido), e in parte alla questione termica che erano stati sistemati nel giro di poche settimane. Adesso, però, la questione sembra di portata più ampia.

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