L’uomo annegato a San Siro, ricerche ancora senza esito
Del corpo di Dahal Prasant, il trentottenne inglese inghiottito dal lago lunedì pomeriggio al largo di Acquaseria, dov’era giunto in barca con amici, non è emersa ancora alcuna traccia
Lettura meno di un minuto.San Siro
Altra giornata di ricerche nelle profonde acque tra il Centro e l’Alto Lario, ieri, dell’ennesima vittima di un annegamento.
Del corpo di Dahal Prasant, il trentottenne inglese inghiottito dal lago lunedì pomeriggio al largo di Acquaseria, dov’era giunto in barca con amici, non è emersa ancora, tuttavia, alcuna traccia. I sub della Guardia costiera di San Benedetto del Tronto e dei Vigili del fuoco continuano a scandagliare il fondale, che in alcuni punti è profondo 280 metri, con l’utilizzo di Rov e Sonar, apparecchiature apposite per le ricerche strumentali a grande profondità, allargando sempre più il raggio d’azione fra San Siro, Dervio, Bellano e Menaggio. Spesso il lago non restituisce subito i corpi che inghiotte. Emblematico il caso di Giordano Gianoncelli, 65nne di Gera Lario annegato dieci anni fra Gera e Colico dopo un tuffo dalla barca: i suoi resti riaffiorarono alla foce dell’Adda addirittura dopo sei mesi. Anche Florijana Ismaili, ventiquattrenne calciatrice della Nazionale svizzera scomparsa al largo di Musso nel luglio 2019 dopo un tuffo da un’imbarcazione, venne ritrovata a 204 metri di profondità dopo quattro giorni.
C’è anche, purtroppo, chi non è stato più ritrovato, come Thomas Glemann, tedesco di 66 anni con casa a di San Siro, che nel luglio 2022 uscì in barca vela, recuperata la mattina dopo al largo di Colico senza nessuno a bordo.
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