Lurate, in 500 alla tappa del Giro d’Italia per la pace. Tanti i giovani

Successo per l’iniziativa appena svolta. Previsti altri appuntamenti nei prossimi giorni negli altri Comuni comaschi

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Lurate Caccivio

La pace non è solo assenza di guerra, ma è anche una promessa che facciamo, ogni giorno, gli uni agli altri. E’ l’impegno, collettivo, assunto dalle cinquecento persone che mercoledì hanno partecipato alla 124esima tappa del “Giro d’Italia per la pace”. La mattinata si è aperta con la consegna della lampada della pace di Assisi, accolta domenica a Villa Guardia durante la fiera delle economie solidali L’isola che c’è. Suggestivo il colpo d’occhio del piazzale del municipio gremito di bambini e ragazzi dell’Istituto comprensivo di Lurate Caccivio - i bimbi grandi delle due scuole dell’infanzia, 4 classi della primaria Munari e 4 del plesso Rodari, 4 classi della scuola media e due dell’Enfapi – accompagnati da docenti e dalla dirigente scolastica Nicoletta Guzzetti, disposti ai lati di un bandierone della pace lungo trenta metri. Presenti il consiglio comunale senior e quello junior, la Consulta giovanile, associazioni, dipendenti comunali, polizia locale e cittadini. Nell’introdurre la manifestazione l’assessore alla cultura e istruzione, Elena Canil, ha rimarcato: «Anche noi, insieme al Coordinamento comasco per la pace (presente il presidente Roberto Caspani, ndr) e altri dieci Comuni abbiamo voluto questa luce nel nostro territorio per dire che scegliamo la pace. Con la lampada della pace vorremmo accendere corpi, coscienze e luoghi di pace. La fiaccola è il simbolo del viaggio che attraversa l’Italia per far rinascere il sogno della fraternità e dell’amicizia per costruire alternative possibili alla guerra».

La parola è poi passata al consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, presieduto da Tomas De Nisco, che ha presentato la figura di una testimone di pace: Malala Yousafzai, attivista pakistana diventata simbolo della lotta per il diritto all’istruzione femminile e per i diritti civili. «La cultura – hanno affermato i ragazzi – è lo strumento più potente per contrastare l’intolleranza». In corteo, reggendo la maxi bandiera della pace, il serpentone umano ha raggiunto il parcheggio di via Volta dove è stato messo a dimora un ulivo. In videocollegamento con il Comune di Masquefa gemellato con Lurate Caccivio, entrambi impegnati a promuovere la pace, è stato inaugurato l’ulivo della pace, benedetto dal parroco don Flavio Riva.

«La pace ci chiede di non stare mai fermi – ha sostenuto il sindaco Serena Arrighi – Ogni giorno possiamo fare tutti noi piccoli passi di amicizia, condivisione, solidarietà. Oggi ne facciamo uno insieme ai nostri amici di Masquefa. In due punti diversi dell’Europa piantiamo un ulivo perché la pace non deve solo transitare nei nostri Paesi, ma essere radicata. Stringiamoci in un impegno, in un reciproco patto di comunità perché ciascuno di noi nel suo lavoro, nelle scuole possa portare segni di pace». Il sindaco di Masquefa, Daniel Gutiérrez Espartero, le ha fatto eco: «E’ un gesto semplice, ma ricco di significato. Rappresenta la vita, la speranza, la convivenza e la pace. Oggi state piantando anche un po’ di Masquefa in questa terra amica. La pace è un impegno che dobbiamo coltivare ogni giorno nelle nostre istituzioni, ma anche nelle nostre comunità». La fiaccola è poi ripartita in bicicletta verso Luisago. Le prossime tappe si svolgeranno a: Villa Guardia, Cucciago, Bregnano, Senna Comasco e Figino Serenza.

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