Lusinghe social e immagini osé: così adescava una dodicenne

In tribunale Vittima comasca, a processo un uomo di 38 anni di Pistoia. Messaggi affettuosi via chat per ottenere foto e video a sfondo sessuale

Como

L’accusa è pesante: un uomo di 38 anni di Pistoia è stato portato davanti a giudice in quando imputato di aver adescato una ragazzina comasca di appena 12 anni tramite messaggi social e foto, principalmente con applicazioni di messaggistica istantanea, lusingandola e mostrandosi molto affettuoso con lei, con complimenti continui e con il fine ultimo di ottenere altrettante foto e video di nudo oppure che la ritraessero in atti sessuali.

Poco si conosce di questa storia, che è approdata in Tribunale a Como con l’accusa che fa riferimento a quel reato che colpisce chi cerca di adescare minorenni di età inferiore ai 16 anni, avvicinamenti che hanno il fine di sfruttare i ragazzini fino ad arrivare a reati sessuali. La pena prevista in questi casi va da un anno a tre anni, perché l’indagato in questione avrebbe «carpito la fiducia del minore tramite lusinghe, minacce o artifici» anche tramite Internet, proprio come nel caso in questione.

La vicenda è avvenuta con vittima una ragazzina comasca, con azioni che l’indagato avrebbe compiuto in un periodo compreso tra il novembre del 2021 e il mese di gennaio dell’anno successivo, il 2022. Ma il quadro potrebbe essere ben più complesso e complicato di quanto fino ad ora emerso nella prima udienza che si è tenuta in Tribunale di fronte al giudice monocratico. Dopo la parte iniziale del processo, con la costituzione di parte civile da parte dei parenti della minore adescata, l’udienza è stata rinviata a maggio per valutare la riunione di questo fascicolo, che riguarda l’uomo toscano, con altri fascicoli (almeno due quelli al vaglio) che avrebbero sempre la ragazzina di 12 anni del Comasco tra le vittime di altri uomini e sempre per adescamenti. Una vicenda dunque che, stando a quanto è stato possibile apprendere ed in attesa della nuova udienza, potrebbe ulteriormente allargarsi. Al vaglio potrebbe esserci – ma anche su questi punto bisognerà attendere – un aggravamento delle contestazioni del fascicolo una volta che questo verrà riunito.

Per il momento, al termine di una indagine che arriva dal Tribunale di Milano e che è stata girata a Como per competenza, la storia che è già approdata in aula è quella di cui abbiamo anticipato, con la minore che era stata avvicinata sui social di messaggistica istantanea da persone – compreso l’imputato – che dopo averla adulata e dopo aver riempito la piccola di complimenti, erano arrivati a chiedere e ottenere foto inviandone poi a loro volta.

Un adescamento che era però finito sotto la lente degli inquirenti che proprio tramite quella messaggistica intercorsa tra le parti erano riusciti a risalire ad giro dei presunti responsabili che ora finiranno in aula a Como per difendersi dalle accuse.

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