Machete, coltelli e tirapugni. Quante armi tra gli spacciatori

L’operazione. In tre settimane la Polizia arresta 15 persone tra cui un minore. Altri cinquanta denunciati, quasi tutti per spaccio di sostanze stupefacenti

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La Polizia, a livello nazionale, decide di dedicare il mese di maggio a una operazione contro il contrasto dello spaccio di stupefacenti. E quello che emerge, nel Comasco, è una realtà fatta di spacciatori spesso armati e pericolosi, oltre che la conferma di una diffusione sempre più capillare della droga negli ambienti più insospettabili.

L’intenzione in quella che, in gergo, viene chiamata “operazione ad alto impatto investigativo” è dedicare la maggior parte delle energie delle squadra mobili a un tema ben specifico. In questo caso la diffusione della droga e il contrasto dei reati commessi dalla cosiddetta criminalità diffusa.

La piaga della droga

Numeri, certo, e per alcuni versi anche prevedibili - nel senso che non è un mistero per nessuno che la droga costituisca da sempre un business redditizio - ma anche per questo i dati dell’attività condotta dalla Squadra mobile della Questura di Como tornano utili a non dimenticare che questa realtà esiste ed è pericolosa.

In realtà manca un numero nel consuntivo dell’operazione ed è quello dei consumatori segnalati alla Prefettura, perché come tutti i business a fronte di un’offerta evidentemente esiste una domanda sempre più diffusa. E infatti i poliziotti si sono concentrati non soltanto sul fenomeno ben noto dello spaccio nei boschi, che di solito attira soprattutto piccoli tossicodipendenti che vivono quasi sempre ai margini della società, ma anche sul “delivery” ovvero sulla consegna direttamente al domicilio del cliente - o in un luogo prefissato - da parte degli spacciatori. E questa seconda tipologia riguarda più spesso consegne di cocaina e consegne a consumatori non già ai margini della società, ma molto spesso ben inseriti e insospettabili, eppure assidui utilizzatori delle sostanze stupefacenti fornite dalla criminalità sul territorio del Comasco.

Criminalità che, come detto, gira per lo più armata. Sui 15 arresti (tra questi anche un minorenne) eseguiti dalla Squadra mobile nelle ultime tre settimane ben 9 persone sono state trovate in possesso di un’arma. E non solo coltelli (cinque le persone denunciate anche per possesso di coltelli), bensì pure un paio di machete (questi nel corso di blitz compiuti in zone boschive), una roncola e un tirapugni.

Proventi miliardari

Sempre in questo lasso di tempo la Polizia ha complessivamente denunciato in stato di libertà 53 maggiorenni e tre minorenni, quasi tutti per reati legati alla detenzione di droga ai fini dello spaccio.

Gli agenti hanno quindi sequestrato complessivamente otto etti di sostanze stupefacenti. Nel dettaglio, sono stati trovati e quindi sequestrati 216 grammi di cocaina, 567 grammi di hascisc e 37 grammi di eroina. La maggior parte dei terminali della catena dello spaccio è costituita da persone straniere, ma il livello subito più alto vede attive bande di italiani fino ad arrivare, com’è noto, alla criminalità organizzata che grazie alle droga si garantisce proventi miliardari.

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