Maestra maltrattava i bambini, condanna definitiva

Il processo I fatti erano avvenuti all’asilo di Sagnino circa sette anni fa. Risarcite le parti civili

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La Corte di Cassazione ha definito inammissibile il ricorso che era stato presentato dalla difesa di Antonella Telesca, maestra che all’epoca dei fatti lavorava all’asilo di Sagnino e che era finita nei guai per aver maltrattato – secondo il capo di accusa – alunni di 4 anni «minacciandoli, strattonandoli, urlandogli contro», sottoponendoli così a una serie «di sofferenze fisiche e morali».

Diventa dunque definitiva la sentenza di condanna che era stata – fin dal primo grado di Como – di un anno e dieci mesi. In Appello, in verità, era stata letta una «parziale riforma» della decisione presa nel palazzo di giustizia lariano, visto che era stata revocata la richiesta di partecipazione dell’imputata a un percorso di recupero cui, in primo grado, era stata subordinata la sospensione condizionale della pena. Per il resto, tutto era stato confermato ed ora è stato ratificato anche dalla Cassazione che ha dunque chiuso la vicenda penale che aveva riguardato la maestra di 48 anni.

Confermati anche i risarcimenti alle due parti civili, ovvero i genitori di due bambini che frequentavano l’asilo rappresentati dagli avvocati Luca e Alessandra Calabrò e Christian Galantucci. «A prescindere dal risultato processuale che ovviamente, da difensore di uno dei bimbi coinvolti, mi soddisfa – commenta l’avvocato Galantucci – rimane comunque una grande amarezza poiché viene acclarato definitivamente come bambini di poco più di 3 anni abbiano subito maltrattamenti all’interno di una scuola pubblica. Importante è sottolineare il preciso e difficile lavoro svolto dalla Procura che per ben 45 giorni aveva monitorato ciò che avveniva all’interno dell’aula».

I fatti fanno riferimento a un periodo precedente a febbraio 2017, quando poi la vicenda venne a galla. A denunciare era stata una sola famiglia che, all’uscita dall’asilo del figlio, aveva notato la guancia arrossata. Alla domanda su cosa fosse successo il piccolo aveva risposto di essere stato preso a schiaffi dalla maestra «perché a volte facciamo i monelli». L’indagine era stata aperta poco dopo e la squadra Mobile aveva iniziato – di nascosto – ad ascoltare e filmare quello che accadeva.

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