Maturità 2026: ecco quando escono i nomi dei commissari esterni

Scuola I maturandi di tutta Italia sono ormai entrati nella fase calda del countdown

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Como

L’avvicinamento all’esame di Stato è una road map fatta di tappe precise, ma per gli studenti ce n’è una che più di tutte accende la curiosità (e un pizzico di ansia): la scoperta dell’identità dei commissari esterni. Con la prima prova scritta d’italiano fissata per giovedì 18 giugno 2026, i maturandi di tutta Italia sono ormai entrati nella fase calda del countdown e una domanda rimbalza continuamente nelle chat di classe: quando escono i nomi dei docenti esterni e dove si potranno consultare?

La macchina burocratica del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) è già in movimento. Facciamo il punto sulle date da tenere d’occhio, sulla composizione delle nuove commissioni e sulle modalità per scoprire chi siederà dall’altra parte della cattedra.

La struttura delle commissioni 2026: cosa cambia

Prima di guardare al calendario, è importante ricordare una novità strutturale che caratterizza le commissioni di quest’anno. Con l’entrata in vigore della nuova riforma dell’esame, la squadra che valuterà gli studenti è più snella rispetto al passato. Ogni commissione è infatti composta da quattro membri totali:

- due commissari interni, scelti direttamente dai consigli di classe ad aprile;

- due commissari esterni, estratti dal database ministeriale e abbinati alle materie individuate a gennaio;

- un presidente di commissione, anch’egli rigorosamente esterno.

Per quanto riguarda i presidenti, il primo importante tassello è già andato al suo posto: gli Uffici Scolastici Regionali (USR) hanno infatti pubblicato i loro elenchi ufficiali intorno alla metà di maggio. Resta ora da capire chi completerà il quadro.

Quando usciranno i nomi dei commissari esterni? Le ipotesi sul calendario

Al momento non esiste una data ufficiale cerchiata in rosso sul calendario ministeriale, ma la storia e le abitudini di Viale Trastevere ci permettono di formulare previsioni molto precise.

Escludendo eccezioni straordinarie, il Ministero tende a pubblicare i nominativi nella prima settimana di giugno. Guardando allo storico recente:

- nel 2025 l’uscita è avvenuta il 4 giugno;

- nel 2024 l’elenco è stato diffuso il 5 giugno;

- nel 2023 i nomi sono arrivati il 1° giugno.

Poiché la fine di maggio coincide con il weekend e la successiva festa della Repubblica del 2 giugno (giorno festivo che potrebbe rallentare il caricamento definitivo dei dati), gli esperti del settore ipotizzano che la finestra temporale decisiva per il 2026 sia quella compresa tra mercoledì 3 e venerdì 5 giugno. In questo modo, le segreterie e gli studenti avranno circa due settimane di tempo prima dell’inizio delle prove per “studiare” la commissione.

Dove e come vedere le liste ufficiali

Non appena il Ministero autorizzerà la pubblicazione, i dati diventeranno accessibili contemporaneamente su due canali. Il primo passo ufficiale avviene a livello burocratico, con la trasmissione delle liste alle segreterie delle singole scuole superiori, che provvederanno a informare i docenti interni e le classi.

Per gli studenti e le famiglie, invece, lo strumento principale è il portale web del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Attraverso una specifica piattaforma di ricerca (”Infolicei” o il motore di ricerca dedicato agli Esami di Stato), basterà inserire alcuni filtri per ottenere la composizione completa della propria commissione. I parametri da inserire sono solitamente:

1. La Regione e la Provincia della scuola.

2. Il Comune.

3. Il nome dell’istituto oppure, per andare a colpo sicuro ed evitare omonimie, il codice meccanografico della scuola.

La tradizionale “caccia all’uomo” sul web

La pubblicazione dei nomi darà ufficialmente il via a un rito generazionale immancabile: la ricerca social. Gruppi Facebook, canali WhatsApp, community studentesche e il passaparola tra scuole diverse diventeranno i canali preferenziali per scoprire le abitudini dei professori esterni, il loro livello di severità e le domande più frequenti che amano fare durante il colloquio orale. Un modo per esorcizzare la paura e arrivare davanti alla commissione con qualche certezza in più.

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