Medici e case di comunità, ci sono le prime adesioni
Servizi Timidi passi avanti grazie all’accordo sindacale. Qualche medico ha dato disponibilità per i turni
Como
A seguito di un accordo sindacale, promossa dall’Asst Lariana una chiamata a titolo volontario rivolta ai medici di medicina generale, tramite libera professione qualche medico ha dato disponibilità per effettuare dei turni nelle strutture intermedie aperte dall’azienda ospedaliera.
Come noto le case di Comunità, quella di Como è attiva da tre anni, erano nate anche per accogliere i medici di famiglia, ma la categoria non ha mai voluto unire le forze. Quanto agli ospedali di Comunità, sempre in via Napoleona da dicembre ci sono venti posti letto per pazienti cronici, sono utili per i ricoveri degli anziani a bassa intensità. «Anche io ho dato la mia adesione – spiega il referente provinciale della Federazione medici territoriali Domenico De Stefano, medico di famiglia canturino – ed ho iniziato a coprire dei turni alla casa di Comunità di Olgiate Comasco. Si tratta di fare i bilanci di salute, prendere in carico i pazienti anziani e fragili, controllare se hanno effettuato tutti gli screening, aiutiamo le persone a smettere di fumare e a seguire dei sani stili di vita. Insomma facciamo prevenzione. Come me altri colleghi hanno risposto alla chiamata dell’Asst Lariana, molti ambiti in provincia sono carenti, ci sono pochi medici a fronte di tanti assistiti, può avere senso organizzare un servizio coordinato». Stessa scelta da parte di Cecilia Monti, dottoressa in forze in città. «Sì, non significa comunque abbandonare i nostri studi privati, che sono più radicati e capillari – dice la dottoressa – questo è solo un passaggio volontario, un impegno aggiuntivo. Nel capoluogo attendiamo orari e turni per iniziare in via Napoleona, sempre a proposito, così ci è stato spiegato, di prevenzione». I medici di famiglia comunque non intendono perdere la propria indipendenza, non vogliono diventare lavoratori del sistema sanitario nazionale, sono ancora oggi di fatto liberi professionisti. «Dovremmo anche noi fare turni diurni all’ospedale di Comunità tramite libera professione, per gestire i bisogni dei ricoverati anziani – commenta Cecilia Guanziroli, altro medico di famiglia – . Questo esula comunque da un passaggio formale all’interno delle strutture dell’Asst Lariana con le quali siamo pronti a collaborare». I numeri definitivi dei medici che hanno dato disponibilità per fare turni nelle case e negli ospedali di Comunità, secondo i sindacati, non sono maggioritari, in diversi però hanno alzato la mano.
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