Mercato, area produttori ancora deserta. Appello di Confesercenti: «Intervenite»

La richiesta L’associazione chiede al Comune un nuovo bando per ripopolare la struttura . Ma tra lavori a rilento e padiglioni vuoti, sul futuro del polo commerciale resta l’incertezza

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Como

«È urgente che, terminati i lavori di adeguamento, i produttori locali vengano reinsediati nei locali del Mercato Coperto del Comune di Como». Luca Marchiò, vicedirettore di Confesercenti Como, interviene con decisione sulle problematiche del Mercato. «I produttori a km zero - sottolinea Marchiò - attirano clientela italiana ed estera, che in parte si riversa sui restanti banchi del Mercato Coperto, a vantaggio di tutti e di un mercato vivo e frequentato: ci appelliamo al sindaco, Alessandro Rapinese, affinché l’operazione possa essere condotta e possa concludersi nel più breve tempo possibile».

Un’area strategica

Un richiamo accorato che punta a riaccendere l’interesse su un’area strategica per Como, nella speranza che da Palazzo Cernezzi arrivi un segnale concreto per la pubblicazione di un nuovo bando «per dare un valore aggiunto all’intero mercato e per reinserire i produttori locali a Km 0». La presenza degli agricoltori, si spiega da Confesercenti, non genera concorrenza ma crea un circolo virtuoso a beneficio dei residenti e dei turisti in cerca di un’esperienza autentica.

Per comprendere lo stato attuale occorre fare un passo indietro. Il 31 luglio 2024 chiudeva i battenti il padiglione Produttori di via Mentana. Le quindici aziende del consorzio, dopo undici anni di attività costante, avevano dovuto abbandonare gli spazi. L’amministrazione comunale aveva motivato lo sgombero con l’urgente necessità di avviare interventi di ristrutturazione e messa a norma da 500mila euro, destinati all’intero complesso.

Il lungo braccio di ferro

Un addio preceduto da un lungo braccio di ferro. Nel 2023 la scadenza della concessione era stata accompagnata dalla contestazione, da parte del Comune, di un arretrato di 137mila euro relativo alla tassa di occupazione del suolo pubblico. La vicenda, finita in tribunale, si era poi risolta con un piano di rateizzazione del debito. A nulla erano servite le tremila firme raccolte dai produttori o i ricorsi al Tar, poi abbandonati per sostenere i costi legali. Da lì la diaspora: c’è chi ha comprato concessioni negli altri padiglioni e chi si è spostato altrove, mentre la risposta temporanea della giunta è arrivata solo a luglio con il trasferimento settimanale del mercato “Campagna Amica” in piazza Perretta. «Ho fortemente voluto ridare spazi agli agricoltori che a malincuore abbiamo dovuto togliere da via Mentana», aveva rivendicato il sindaco Rapinese, sottolineando come la vecchia struttura non fosse a norma e ricordando l’intenzione di riqualificarla.

Situazione ancora bloccata

A distanza di tempo, tuttavia, la situazione del Mercato Coperto appare ancora bloccata. Se l’area dei produttori è stata messa in sicurezza e rinfrescata con una tinteggiata, le serrande restano abbassate in attesa del bando. Stessa sorte per il padiglione ex grossisti (ex Comac): finito di sistemare nel settembre 2025 dopo anni di abbandono, continua a rimanere vuoto e senza una destinazione chiara, mostrando già i primi segni di usura ed estemporanei danneggiamenti.

Nel frattempo, gli operatori storici si trovano a fare i conti con disagi quotidiani: dal caldo torrido estivo - che spinge a chiedere la chiusura pomeridiana - fino all’annoso problema dei piccioni e alla mancanza di una regolazione automatica delle luci.

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