Minori stranieri non accompagnati, Como è al collasso: oltre 300 e posti finiti

Il caso In un mese ne sono stati affidati al Comune 45 e il sindaco ha scritto al ministro che la città è “satura”. Molteni: «Problema oggettivo, la legge va cambiata»

Solo a Como città ci sono attualmente (dato di alcuni giorni fa) 315 minori stranieri non accompagnati. Quarantacinque gli arrivi nell’ultimo mese, dall’inizio di agosto, quando la quota di minorenni era a 270. Numeri in continua crescita e ormai senza più posti (Como li accompagna poi in strutture fuori provincia continuandone a sostenere le spese pur non ospitandoli fisicamente sul territorio) e con un problema economico non secondario. Lo Stato rimborsa infatti ai Comuni un massimo di 100 euro al giorno a minore, ma ci sono comunità dove si arriva a spendere molto di più e questo significa che la quota extra della cifra resta a carico delle amministrazioni.

Situazione difficile

Le situazioni più critiche, oltre a grosse città come Milano e Bologna, sono per Novara, Lodi e le città capoluogo di confine come Como, Trieste, Imperia. In Italia oggi ci sono 23mila minori non accompagnati e il 65% di loro ha tra i 16 e i 18 anni. L’emergenza comasca è ormai da diverse settimane sul tavolo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che durante la sua visita in prefettura a fine luglio, aveva incontrato il sindaco Alessandro Rapinese e il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. La situazione, complici anche i continui sbarchi nel sud Italia e i contestuali respingimenti che vengono fatti dalla Svizzera, è in continuo peggioramento. E dal Comune è partita una lettera destinata al ministro Piantedosi nella quale viene detto che la situazione è ormai al collasso e che il capoluogo è saturo. Dal sindaco Rapinese non arrivano dichiarazioni di alcun tipo e a Palazzo Cernezzi, vista la delicatezza della questione, vige la regola del silenzio. Il tema, è probabile, arriverà probabilmente a fine mese in consiglio comunale.

I numeri, anche rispetto agli anni critici del passato come il 2016 e 2017 (quando però non si superò quota 200 affidati al Comune) sono notevolmente più alti. E allora (Como aveva anche 800 richiedenti asilo) il sindaco Mario Lucini e l’assessore Bruno Magatti scrissero al premier Matteo Renzi per chiedere interventi e denunciando che «la nostra città non è luogo di sbarco e ne consegue che, per la stragrande maggioranza, coloro che qui convergono dovrebbero già essere foto segnalati e i minori dovrebbero già essere stati affidati a qualche struttura».

«Tutelare i veri minori»

Dal canto suo il sottosegretario all’Interno, il canturino Molteni, che negli ultimi mesi è in contatto pressoché quotidiano con il Comune, ammette che «il problema è grave e oggettivo». E aggiunge che «è necessario mettere mano alla normativa perché l’obiettivo deve essere quello di tutelare i veri minori visto che il principio di presunzione della minore età e le autocertificazioni stanno facendo passare per minore chi, in realtà, non lo è».

© RIPRODUZIONE RISERVATA