Minacce alla città, indagati tre minorenni
Allarme saccheggi La Digos perquisisce le case di giovanissimi comaschi accusati di istigazione a delinquere. Ma ora preoccupano le chat che annunciano presidi in difesa di Como
Lettura 1 min.La Polizia non ha perso tempo. Ma anziché agitare manganelli, gli agenti della Digos di Como hanno scelto l’arma della prevenzione. E ieri mattina si sono presentati a casa di tre giovanissimi (tra loro anche una ragazza) protagonisti della chat whatsapp creata per arruolare adepti per un potenziale assalto ai negozi di Como nel pomeriggio di sabato prossimo.
Sono tutti minorenni, età compresa tra i 16 e i 17 anni, due residenti in città e uno in provincia. Da ieri mattina sono formalmente indagati per istigazione per delinquere. A uno di loro, che nella chat annunciava la necessità di portare «mazze» per distruggere la città, i poliziotti hanno trovato (e sequestrato) in camera proprio una mazza.
Si tratta della prima risposta da parte delle forze di polizia dopo la creazione, domenica, di due gruppi whatsapp che davano appuntamento in piazza Vittoria sabato alle 15 per poter procedere a devastazione e saccheggi contro una serie di esercizi commerciali del centro. Una minaccia ritenuta credibile dagli inquirenti, al punto di intervenire subito con le prime perquisizioni domiciliari a carico dei soggetti più attivi sulle chat.
L’indagine non si ferma certo qui. Gli uomini della Digos stanno cercando di identificare il creatore del gruppo whatsapp “24.10 Como”, che si è però trincerato dietro a un numero americano, evidentemente creato virtualmente, per poter restare anonimo.
Ma la preoccupazione delle autorità cittadine non si limita alle minacce di saccheggi per sabato, che verosimilmente sono state svelate e scoperte troppo presto facendo così naufragare quell’effetto sorpresa che a Milano, domenica, aveva trasformato la città in un teatro di assalti agli esercizi commerciali. Ciò che allarma, ora, sono anche le iniziative di “colore contrario”. Di cui si è avuto un antipasto proprio nella tarda serata di lunedì quando i poliziotti delle Volanti della Questura di Como hanno intercettato, identificato e disperso un gruppo di 28 persone impegnate in una ronda «a caccia di maranza» come da loro stessi ammesso. Gruppo nel quale vi erano anche due soggetti legati al mondo ultras del Como.
Oltre a questo episodio, è emerso nelle ultime ore un nutrito gruppo whatsapp (con 400 iscritti) il cui motto è: “Como non si tocca”. Già identificato il creatore del gruppo che (tutto in maiuscolo e con profluvio di punti esclamativi) scrive: “Basta paura! Basta indifferenza! Basta abbassare la testa!”.
Ad aggiungere benzina al fuoco della tensione ci ha poi pensato pure un estremista del calibro di Andrea Ballarati, ex rappresentante della Consulta provinciale degli studenti finito proprio quest’anno a processo per aver «propagandato idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico» arrivando a istigare a commettere atti di discriminazione. Sempre via social anche Ballarati ha lanciato una sorta di chiamata alle armi a protezione della città. Ultimo aspetto allarmante sul fronte reazioni alle minacce di saccheggi, anche alcuni messaggi intercettati tra gli ultras lariani. Sicuramente sabato sarà una giornata sorvegliata speciale.
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