Minacce e botte a uno studente: quattro minorenni in comunità

L’inchiesta Per mesi perseguitano, rapinano e picchiano un quattordicenne. Finito in ospedale, la Polizia avvia l’indagine. I sospettati: «Lo accoltelliamo»

Como

Va ben oltre il bullismo, la prepotenza e il concetto stesso di baby gang, la storia che ha portato al trasferimento in comunità per minori quattro giovanissimi residenti in città. Ragazzi tra i 15 e i 16 anni finito sotto accusa per rapina, minacce e atti persecutori nei confronti di uno studente quattordicenne del Caio Plinio.

Una vicenda venuta a galla solo lo scorso novembre, quando la vittima è finita in Pronto soccorso dopo l’ultima aggressione subita, ma che era iniziata dalla primavera precedente. Trasformando in un autentico incubo la vita del giovanissimo preso di mira dalla banda di delinquenti.

Delinquenti, perché i quattro protagonisti di questa storia, ancorché giovani, hanno tutti già un precedente di polizia: chi un arresto, chi una denuncia, chi un ammonimento del questore.

Le violenze

A identificarli e spingere il Tribunale dei minori a chiuderli in comunità sono stati i poliziotti della Squadra mobile della Questura cittadina. Che in poche settimane hanno ricostruito sette mesi di persecuzioni e botte che hanno rischiato anche di trasformarsi in ben altro, se è vero - come risulta dall’indagine - che un conoscente della vittima era stato contattato da uno degli indagati con il compito di fare da palo «mentre lo accoltello». L’incubo si apre a maggio. Il quattordicenne viene circondato da due ragazzi che prima lo “perquisiscono”, quindi gli rubano un pacchetto di sigarette e quindi lo prendono a pugni nello stomaco, così forte da farlo finire in ospedale dove rimarrà una notte in osservazione.

Alla ripartenza della scuola uno degli aggressori di maggio con un amico incrociavano la vittima in piazza Cavour. Dopo averlo avvicinato, hanno iniziato a spintonarlo per portarlo in un luogo appartato dove, dopo le solite botte, veniva derubato di 5 euro che aveva nel portafogli, oltre che di un pacchetto di sigarette. Neppure una settimana dopo e all’uscita da scuola il quattordicenne viene avvicinato da uno dei suoi persecutori: «Seguimi o le prendi davanti a tutti». Il ragazzo prima accetta, poi tenta la fuga. Fermato viene preso a testate.

I precedenti

Da quel momento partono una serie di minacce anche via social. Frase del tipo: “Se voglio ti becco e accoltello sia te che tua madre”. A novembre l’episodio che ha fatto scattare l’inchiesta: all’esterno del Caio Plinio la vittima viene circondata da sei giovani che lo picchiano selvaggiamente mandandolo in ospedale.

Dal Pronto soccorso i medici fanno scattare la segnalazione alla Polizia, che comincia a indagare. E mette gli occhi su quattro sospettati. Due di loro già denunciati per rapina e lesioni un anno prima. Altri due arrestati sempre con l’accusa di rapina aggravata. E poi ancora divieti di accesso ai locali pubblici, Daspo urbani.

Ora i quattro si ritrovano rinchiusi in una comunità. Confermando un tema che si conferma delicatissimo, oltre che di estrema attualità: quello delle violenze, peraltro sempre più gravi, con protagonisti giovanissimi.

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