Ministro e vice con la Corridoni: «Non va chiusa» (VIDEO)
La visita Locatelli e Frassinetti presenti al primo giorno di scuola per mostrare vicinanza ai genitori: «Qui gli spazi adeguati alla didattica»
Lettura 2 min.La campanella d’uscita è suonata già da una mezz’ora, ma fuori dalla Corridoni il clima è quello dell’attesa. Si aspettano gli ospiti istituzionali che oggi 14 settembre, nel giorno prima del verdetto del Consiglio di Stato, volevano incontrare proprio quelle famiglie che vivranno nel bene o nel male quel verdetto.
L’accoglienza
Alle 14.30 arrivano uno dopo l’altro: il sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione e del merito Paola Frassinetti, il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Imerio Chiappa. Entrano dal cancello, stringono le mani alle docenti e a Mira Bianchi, referente di plesso, che come le colleghe indossa una maglietta. La maglietta della Corridoni. Se letta a braccetto con l’attualità, può essere vista anche come l’uniforme da “combattimento”, da portare nelle occasioni pubbliche per ricordare che in via Sinigaglia c’è una comunità e non solo un edificio.
Radunati nella palestra al piano terra, apre l’incontro Grazia Miccolis, dirigente scolastica dell’Ic Como Borgovico : «La presenza di un’ampia e qualificata rappresentanza delle istituzioni testimonia l’attenzione che lo Stato sta riservando a questa scuola. Da diversi mesi ci troviamo qui a difendere la scuola. Sappiamo bene che la scuola non è fatta di mura o di cemento, ma vogliamo e dobbiamo difendere ciò che queste mura racchiudono: una realtà viva, fatta di sinergie, prossimità, continuità e soprattutto inclusione». Un’inclusione che, come ricorda Miccolis, ha bisogno sì del patrimonio professionale delle insegnanti, ma anche di ambienti di apprendimento. La presenza delle istituzioni, racconta la dirigente, «non si limita a questa giornata. Mi sono sentita supportata fin dal primo momento. Grazie alla politica con la P maiuscola. Ma il ringraziamento più profondo va alle 200 famiglie: qualunque cosa accada domani (oggi ndr) manterremo questo spirito».
Da Roma
Qualche insegnante si emoziona, i bambini battono forte le mani a più riprese, ed è il turno dell’ospite più attesa: Paola Frassinetti.«Abbiamo avuto tanti inviti oggi, ma venire qui ha un significato particolare. Abbiamo seguito questa situazione, anche un po’ surreale, che è venuta a crearsi. Crediamo fermamente che la scuola deve essere integrata nel territorio e che sia soprattutto un servizio alle famiglie. Ciò vuol dire poter avere delle dinamiche facilitate nel portare i bambini a scuola, avere altre scuole di ordine e grado vicine». Sul tema della sicurezza, Frassinetti ribadisce che «l’agibilità e l’idoneità dei locali sono fondamentali» e che la relazione depositata al CdS «mette in evidenza tutte le incongruità della sede che è stata individuata (via Fiume ndr), che non è idonea nè dal punto di vista della sicurezza, nè dal punto di vista di predisposizione di aule per gli studenti con disabilità».
. Visita alla Corridoni, il commento del sottosegretario Paola Frassinetti
Quest’ultima è materia del ministro Locatelli, che alla primaria di via Sinigaglia ha studiato per 5 anni. Ora, entrandoci da adulta, fa notare che «è una scuola che funziona bene, con insegnanti che fanno anche sperimentazioni didattiche e hanno un rapporto molto bello con gli studenti. Credo ci sia la giusta misura tra il numero di bambini e questo spazio. Un conto è accorpare 10 bambini, un altro conto è 200 bambini. La sicurezza di una scuola dipende dalla volontà dell’amministrazione». «La Corridoni non può finire così - aggiunge davanti ai bambini - Fino all’ultimo secondo dobbiamo crederci, pensare che ci sarà domani, dopodomani e il Natale alla Corridoni».
. Visita alla Corridoni, il commento del ministro Alessandra Locatelli
Imerio Chiappa, a Como da aprile nel ruolo di provveditore, racconta di aver conosciuto la Corridoni dalle notizie che man mano uscivano sui giornali. «Oggi la Corridoni sono i vostri visi e in questo primo giorno di scuola abbiamo la speranza che questa continui ad essere una buona scuola. Se non partiamo da voi a farvi crescere, dove andiamo? Genitori, difendete i vostri figli e difendete la vostra scuola». Ieri pomeriggio Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto dell’Ic Como Borgovico, ha rinnovato la richiesta di supporto alle famiglie della Corridoni, mentre Maria Grazia Sassi dell’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza ha ricordato che «la scuola di prossimità è un presidio di cultura, un presidio di Stato. E quindi noi vi auguriamo che la scuola rimanga qua, perché è bella, perché è per voi».
Provveditore e sottosegretario hanno poi partecipato alla visita della struttura, con particolare attenzione alle aule in comune, tra cui quella di scienze, quella d’arte, la biblioteca e lo spazio di decompressione per gli studenti con fragilità. Tornano a casa anche loro con la maglietta della Corridoni, oltre a un mazzetto di erbe aromatiche (un riferimento agli orti didattici di via Sinigaglia) e un fiore, l’anthurium rosso, «perchè ricorda la forma del cuore, parola legata al latino cordis, da cui deriva il concetto di coraggio».
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