Minorenne per tre giorni in Pronto soccorso. Poi il ricovero tra gli adulti

Il problema In tutta la Lombardia mancano strutture adatte ai gravi casi pediatrici sulla salute mentale

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Minorenni psichiatrici, non c’è un posto adatto in ospedale, dopo tre giorni in Pronto soccorso a 15 anni viene ricoverato con gli adulti in Psichiatria.

Succede al Sant’Anna, è una ennesima storia delicata, che riguarda l’ambito della pediatria e al contempo quello della salute mentale, disturbi gravi e aggressivi dello spettro autistico, relativi nello specifico ad un adolescente complicato da gestire. Il problema sostanziale è che in tutta la Lombardia mancano posti letto e strutture adatte a questi casi, con ricadute in emergenza e atteggiamenti anche violenti. Nessuno, madre del ragazzo in primis, punta il dito contro gli ospedalieri, anzi gli operatori sono chiamati a far fronte in prima linea nella gestione di pazienti così critici, con tutte le conseguenze del caso. Entrato in Pronto soccorso il ragazzo è stato sistemato in una sala separata ricavata nel reparto d’emergenza, poco più riservata. In giornate già complicate per medici e infermieri visto il grande afflusso di pazienti, complice anche il grande caldo, ieri mattina un centinaio i malati presenti. Un operatore a turno per tre gironi ha comunque controllato il giovane paziente, poi giovedì sera il trasferimento in Psichiatria insieme alle equipe pediatriche.

Strutture piene

Il fatto è che appunto la Neuropsichiatria infantile è un reparto che non ha letti, non qui a Como, le poche strutture pubbliche e private lombarde sono tutte piene, il Sant’Anna ha già contattato i principali riferimenti presenti sul territorio. Quanto alla Pediatria non è idonea a curare bisogni tanto urgenti e difficili da contenere. Di contro però la Psichiatria è un reparto per soli adulti, a cui in teoria i minorenni non dovrebbero accedere. I posti adatti per questi bisogni di cura sono però insufficienti lungo tutto lo stivale. «Il paziente necessitava di un ricovero in un reparto di Neuropsichiatria di cui l’ospedale non dispone – spiega Asst - per questo motivo, è stata attivata immediatamente la ricerca di un posto letto nelle strutture accreditate della Lombardia, di cui si attende la disponibilità per procedere al trasferimento. Stante il grave disagio comportamentale rilevato, il giovane è stato accolto, insieme alla madre, in una stanza singola con servizi dedicati in carico al Pronto soccorso pediatrico. Qui le sue condizioni sono state costantemente monitorate dall’équipe medica e infermieristica del Pronto soccorso e dal personale di Psichiatria. Da ieri, a seguito di un’attenta valutazione clinica e nel pieno rispetto dei protocolli ospedalieri, il paziente è stato ricoverato in Psichiatria, in attesa del trasferimento nella struttura più idonea».

La scorsa primavera un altro adolescente con problemi psichiatrici e comportamenti aggressivi era rimasto in Pronto soccorso addirittura otto giorni. Quindi, riportata la storia su queste colonne, una specialista dello spettro autistico fatta la valutazione aveva portato il giovane in un centro nel pavese. Detto che le comunità intermedie, i centri residenziali protetti hanno lunghe liste d’attesa, nel Comasco sono tutte piene e comunque non sempre hanno la forza per contenere situazioni limite. Del caso riferito lo scorso anno si era interessato anche il Garante per l’infanzia e per l’adolescente, l’autorità aveva chiesto un aumento dei posti letto di neuropsichiatria infantile per dare ai minori risposte più adatte, senza attese in Pronto soccorso o ricoveri nei reparti per adulti. La Regione a tal proposito in autunno ha promesso il potenziamento dei percorsi dedicati. Esiste a tal proposito un coordinamento delle neuropsichiatrie infantili. Detto che purtroppo rispetto a prima della pandemia queste esigenze sanitarie sono molto aumentate.

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