«Mio figlio aggredito e picchiato davanti alla stazione: ora denunceremo quei taxisti»
Il titolare dell’edicola di San Giovanni è finito in pronto soccorso dopo una lite violenta con quattro uomini
Lettura 1 min.Como
«Lo hanno preso a pugni e, una volta a terra, anche a calci. Una cosa brutale, mai vista. Il tutto per un’auto lasciata temporaneamente in sosta fuori dalla stazione». Ha la voce rotta dall’agitazione la madre dell’uomo di 37 anni che, ieri poco dopo le 13, è finito in pronto soccorso dopo una violenta lite in piazzale San Gottardo, proprio di fronte allo scalo di San Giovanni, con protagonisti quattro taxisti. L’uomo soccorso dall’ambulanza è il gestore - con i genitori - dell’edicola della stazione di Como. Da oltre vent’anni gestisce il punto vendita tra la hall e i binari.
Racconta la madre: «Ero appena arrivata, perché dovevo dare il cambio a mio figlio. Lui, siccome non trovava un parcheggio, ha lasciato momentaneamente l’auto proprio fuori dalla stazione perché doveva caricare delle cose. All’improvviso ho iniziato a sentire delle urla, allora sono uscita e l’ho visto a terra».
Ad aggredirlo, secondo la quanto raccontato agli agenti della Polizia ferroviaria - «la denuncia la formalizzeremo appena avremo il referto del pronto soccorso» - quattro taxisti con i quali l’uomo ha avuto una discussione. «Questi hanno detto in malo modo a mio figlio di spostare l’auto» prosegue il racconto della donna. Ne è nata una discussione «e all’improvviso uno di loro lo ha aggredito con due pugni in faccia. Lui è caduto per terra e gli altri tre gli sono andati contro, colpendolo alla schiena. Una cosa scandalosa» spiega la donna.
L’uomo finito in ospedale è un portatore di bypass: «Ci siamo spaventati tantissimo perché avrebbe potuto avere un malore grave. E ora i medici lo stanno visitando per comprendere se il bypass si è spostato». Gli agenti della Polfer in servizio alla stazione San Giovanni sono intervenuti, hanno identificato tutti i protagonisti. «Molti turisti hanno visto quanto accaduto e anche altri taxisti che sono venuti a dirmi quanto fossero dispiaciuto per l’aggressione» racconta la donna. «Ora voglio giustizia perché mi chiedo se non ci si vergogni a picchiare una persona solo per un’auto in sosta».
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