Molo della coop Lariana, ordinanza di sgombero sospesa: il Consiglio di Stato deciderà ad aprile

Il Consiglio di Stato mantiene sospesa l’ordinanza di sgombero: il pontile della Lariana resta al suo posto in attesa del verdetto definitivo del 21 aprile Almeno per ora, il molo della Lariana società cooperativa resterà lì dove è sempre stato negli ultimi 30 anni, cioè al civico 10 di viale Geno. Martedì scorso il Consiglio di Stato, che corrisponde al secondo grado della giustizia amministrativa, ha ascoltato gli avvocati. Da quell’udienza però non è ancora uscito un parere definitivo. L’unica certezza è che la sospensiva sull’ordinanza del Comune, che chiedeva lo sgombero, rimane al momento non applicabile. Il prossimo appuntamento è il 21 aprile, quando i giudici si esprimeranno nel merito su questo contenzioso tra la Lariana e il Comune che, stando ai documenti, va avanti almeno dal 2023. Sul tavolo c’è una concessione per l’occupazione dell’area e per il mantenimento del pontile, che alla sua ultima scadenza non è stata rinnovata. Il perchè va cercato in un verbale della Guardia di Finanza che aveva contestato la presenza di 26 gavitelli (simili a piccole boe) non autorizzati, che servivano a stabilizzare le barche ormeggiate. Il litigio tra Comune e cooperativa va avanti per parecchio tempo: a ogni richiesta di rinnovo della concessione, Palazzo Cernezzi risponde con diffide e richieste di sgombero. Essendo la concessione scaduta da luglio 2023, si afferma che la presenza della cooperativa è “sine titulo”. Dall’altro lato, la cooperativa lamenta il fatto che il Comune non apra un nuovo bando per l’assegnazione del porto. Nel 2024 la Lariana presenta quindi ricorso al Tar, che dà ragione al Comune, ma arrivati al secondo grado di giudizio, il Consiglio di Stato mette tutto in pausa, accogliendo la richiesta di misura cautelare e quindi sospendendo l’ordinanza del Comune. Nel frattempo, al civico 10 di viale Geno, i gavitelli sono stati tolti. E martedì il Consiglio di Stato ha ritenuto che «le questioni sollevate dalla parte appellante esigano gli approfondimenti propri e tipici della fase di merito».

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Si chiede un nuovo bando per il porto

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