Morti nella Mercedes finita nel lago. «L’auto non rispondeva ai comandi»
La tragedia di viale Geno Inchiesta chiusa, il consulente: non si può conoscere la causa certa. Secondo l’esperto della Procura è quasi impossibile che l’incidente fosse colpa del conducente
Lettura 1 min.Como
Morgan non ha alcuna colpa. E, anzi, ha molto probabilmente sacrificato la sua vita per salvare quella di Tiziana, mentre l’auto s’inabbissava. Non è umana, la causa della tragedia che nel gennaio di due anni fa ha spezzato i sogni e il futuro di Tiziana Tozzo e Morgan Algeri, bensì molto più probabilmente un guasto o un malfunzionamento dell’auto, «anche se la prova elettronica definitiva è andata perduta». A dirlo è la Procura, sulla base della consulenza tecnica di Salvatore Furfaro, incaricato di ricostruire incidente e cause dal pubblico ministero Giuseppe Rose.
Tiziana e Morgan, la sera dell’Epifania del 2024, erano usciti a cena in pizzeria. Quindi, di ritorno, si erano fermati nel parcheggio in fondo a viale Geno, a bordo della Mercedes GLC 220 di lui. All’improvviso la tragedia. Alcuni testimoni hanno riferito che il motore si sarebbe improvvisamente avviato, quindi hanno sentito una forte accelerata. L’auto è finita contro una panchina in cemento, si è quasi fermata o comunque ha avuto un brevissimo momento di pausa, poi è ripartita con una seconda forte accelerazione, sfondando la ringhiera e precipitando nel lago. Poco prima di abbattere la ringhiera, Morgan avrebbe tentato di aprire la portiera.
Come prima ipotesi, la consulenza ha cercato di comprendere se potesse essersi trattato di un errore umano. Ma così non è, secondo gli investigatori. Perché per sposare questa ipotesi bisognerebbe immaginare una catena di comportamenti anomali: l’inserimento di una marcia sbagliata; una pressione massima sull’acceleratore da fermo; nessuna reazione dopo l’urto contro la panchina; nessuna frenata; nessuna manovra correttiva; l’apertura della portiera mentre il veicolo continua ad avanzare. Ma Morgan non è saltato fuori, è rimasto dentro e ha pure cercato di salvare Tiziana. Il gesto volontario è semplicemente impossibile.
Da qui la ricerca di risposte attraverso la centralina elettronica. Purtroppo “cieca” perché rovinata. La ricostruzione più probabile, secondo Procura e consulente, è che dopo aver rilasciato il freno di stazionamento si sia verificata una accelerazione involontaria, accompagnata dalla mancata efficacia della frenata. In assenza di dati tecnici è impossibile dire se Morgan abbia frenato e l’auto non abbia risposto. Ma per gli investigatori è inverosimile che, seppure tutto sia avvenuto in pochi secondi, il conducente non abbia tentato di bloccare il mezzo.
L’attenzione, dunque, si è spostata sul cosiddetto fenomeno delle “SUA”, cioè le accelerazioni improvvise e involontarie. Tra le cause possibili vengono indicati anche malfunzionamenti dei sistemi elettronici di gestione del motore. Il pubblico ministero ha richiamato il ruolo delle centraline e il fatto che anomalie di tensione possano, in determinati scenari tecnici, provocare aperture incontrollate dell’acceleratore anche senza un comando del conducente. A ciò Procura e consulente uniscono i richiami fatti da Mercedes nel febbraio 2024, relativo a un malfunzionamento del software dell’Active Brake Assist, e nel dicembre 2023, relativo a un errore di programmazione che avrebbe potuto causare movimenti imprevisti del veicolo da fermo, per disattivazione del freno di stazionamento all’apertura della portiera.
Ipotesi. Indizi. Tasselli. Che portano l’esperto a dire: quella sera quell’auto non rispondeva ai comandi. Ma sapere il perché, non sarà mai possibile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA