(Foto di archivio)
L’indagine Il comasco Fabio Cerutti di nuovo indagato dopo un patteggiamento per un caso di false fatture nel 2022. Il caso è quello relativo alla società Omnia Service, liquidata nel 2024: per la Procura fallì a causa di azioni dolose
Como
Il suo nome era già noto, finito in una grossa indagine della guardia di finanza di Como per un clamoroso giro di false fatture attraverso l’utilizzo di società cooperative false. Una vicenda esplosa nella primavera del 2022 con una serie di accuse a vario titolo contestate agli allora 14 indagati per l’emissione e l’utilizzo di fatture false, per operazioni inesistenti e anche per l’omessa dichiarazione delle imposte.
Ora per Fabio Cerutti, libero professionista di 58 anni che all’epoca ne uscì con un patteggiamento, i problemi potrebbero tornare: la Procura di Como in queste ore ha chiuso una indagine per reati fiscali che ha portato a nuove accuse, tra cui quella – in concorso – di non aver adempiuto a obblighi fiscali per poco meno di otto milioni di euro, 7 milioni e 887 mila per la precisione. Con Cerutti, in un fascicolo coordinato dal pm Simona De Salvo (lo stesso magistrato che aveva indagato anche sulla serie di false società cooperative) è stato iscritto pure il nome dell’ultimo riferimento della società interessata a questa vicenda, che è la Omnia Service sas con sede anche in provincia di Como. Il coindagato è Alessandro Ferrari, 65 anni, residente a Clusone in provincia di Bergamo. L’attività di questo nuovo fascicolo era nata il 16 maggio del 2024, ovvero all’indomani della sentenza di liquidazione giudiziale della società stessa che era stata dichiarata dal Tribunale di Como. Le anomalie insomma sarebbero emerse al momento delle attività di liquidazione del patrimonio tra i diversi creditori. Cerutti figurava come socio accomandatario da 20 anni, mentre Ferrari solo dal mese di marzo del 2020 in avanti.
Secondo le accuse sarebbero stati sottratti parte dei libri contabili obbligatori, ma in particolare i due avrebbero concorso a «cagionare lo stato di insolvenza» della società fallita con operazioni ritenute dolose dalla procura, omettendo tra l’altro in modo sistematico – sin dal 2014 – di adempiere alle operazioni erariali per le tasse arrivando a quell’importo vicino agli otto milioni di euro.
Fin qui le ipotesi messe nero su bianco dall’accusa per una indagine che è appena stata chiusa e che attende ora che anche gli indagati esprimano in merito le loro valutazioni, al momento non sono note. Solo in seguito, quando avrà raccolto le controdeduzioni delle parti, la procura deciderà come proseguire.
Di certo, come detto, quello di Cerutti è un nome già noto della cronaca cittadina proprio per episodi fiscali, finito nelle carte della maxi operazione della finanza citata in precedenza che aveva portato a contestare fatture per operazioni inesistenti emesse dalle cooperative per una cifra complessiva stimata in 21 milioni di euro con 17 società coinvolte (tra cooperative e srl) create in appena sette anni e attive nel settore delle pulizie, del facchinaggio, dei trasporti e della logistica al servizio della grande distribuzione.
Tanti erano stati gli indagati con ruoli differenti. Di tutta questa galassia societaria, però, solo un paio erano vere mentre le altre avevano il compito di permettere alle prime, accollandosi i dipendenti e emettendo false fatture, di abbattere gli oneri fiscali e quindi non pagare le tasse.
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