Non paga il noleggio, l’auto sparisce. La ritrovano in Finlandia: condannato

La sentenza Un anno di condanna per simulazione di reato nei confronti di un uomo di nazionalità serba

Aveva preso a noleggio una macchina da una attività commerciale del Comasco. Vettura di cui tuttavia non aveva pagato le rate dovute, spingendo i titolari a chiedergli spiegazioni. Era stato a questo punto che un cittadino serbo di 41 anni, Dalibor Nenadovic, aveva riferito che la vettura in questione, una Jeep Renegade, era stata prestata ad un amico che tuttavia non l’aveva più ridata indietro.

L’uomo, e i titolari della concessionaria, avevano quindi cercato di capire dove la vettura si trovasse grazie alla geolocalizzazione presente sull’auto, scoprendo che la stessa era già scomparsa dall’Italia, risultando in Finlandia.

Era iniziata in questo modo una indagine della Procura di Como che si è conclusa in queste ore con la condanna ad un anno di reclusione – senza la sospensione della pena – proprio per il cittadino serbo.

L’accusa

È infatti emerso che quando l’uomo aveva riferito di aver prestato l’auto all’amico mentiva, semplicemente per il fatto che l’auto risultava già da giorni in Finlandia. L’accusa nei suoi confronti è stata dunque quella di simulazione di reato.

Ma le indagini erano poi andate avanti anche in Finlandia, perché era emerso come proprio in quei giorni nel paese scandinavo erano giunte – con modalità identiche – una serie di auto su cui le forze di polizia finlandesi avevano indagato arrivando a sequestrarle. Un problema in più anche per la concessionaria comasca che prima di riuscire a riportare in Italia la Jeep Renegade aveva dovuto a lungo faticare, pur alla fine riuscendoci.

La vicenda

La storia risale al periodo compreso tra il 2019 (quando fu consegnata la vettura) e il 2020. In queste ore infine il giudice ha condannato il cliente della concessionaria che l’aveva presa a noleggio. Il titolare non si era insospettito al momento della locazione, conosceva già l’uomo originario della Serbia, ma dopo che le rate mensili avevano iniziato a non arrivare con regolarità si era insospettito chiedendo spiegazioni. Era stato a quel punto che il quarantunenne aveva iniziato a raccontare la storia della vettura prestata all’amico che però si era allontanato senza più restituirgliela.

Una totale invenzione che ha finito con il portare a processo, di fronte al giudice monocratico di Como (assistito dall’avvocato Davide Brambilla) proprio il cittadino serbo che alla fine è stato condannato ad un anno di pena per aver simulato un reato che in realtà non era stato commesso. L’auto era uscita dall’Italia solo per sua volontà.

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