Non solo anziani: ventenne truffato perde 10mila euro
La denuncia Anche i ragazzi cascano nel trucco dalla finta rapina. Agli sciacalli consegna contanti e oggetti preziosi
Lettura 1 min.Non c’è solo l’aspetto economico. Le truffe ai danni degli anziani hanno un risvolto ancor più grave: minano, nel profondo, le certezze di donne e uomini che temono di essere stati derubati e beffati a causa loro. E di un’età che, sospettano, porta via la prontezza di riflessi dei giovani. Ma non è così. Non è colpa loro. Il fatto è che i truffatori sono sempre più abili. La dimostrazione? Nei giorni scorsi nella rete degli sciacalli è cascato un ventenne. Che ai delinquenti ha consegnato contanti e oggetti preziosi per un valore stimato in almeno diecimila euro.
È il primo pomeriggio quando sul proprio cellulare il ventenne riceve una telefonata. Dall’altra parte un uomo che dice di essere un maresciallo dei carabinieri. Il falso sottufficiale racconta al ragazzo che la sua auto, o meglio un'auto con la stessa targa della sua, aveva appena compiuto una rapina in una gioielleria. A chi si tiene informato, a chi legge le cronache quotidiane, questa scusa avrebbe fatto subito suonare un campanello d’allarme. Perché della truffa della finta rapina e del falso maresciallo abbiamo scritto decine di volte.
Funziona così. Il sedicente carabiniere (attenzione: chiamano facendo comparire sullo schermo degli smartphone numeri veri di Questura o caserme Carabinieri) racconta che alcuni rapinatori di una gioielleria sono fuggiti con contanti e gioielli a bordo di un’auto e che quell’auto ha la stessa targa della vittima prescelta. Per questo motivo, e per evitare possibili guai giudiziari, devono velocemente verificare che la persona in questione non ha nulla a che fare con la rapina. E non chiedono l’alibi, no, il finto maresciallo chiede direttamente i gioielli. La scusa è: verificare che tra i gioielli che il truffato ha in casa non vi siano quelli rubati dai rapinatori. Come fare? Basta aprire la porta a un altro sedicente carabiniere che, rigorosamente in borghese, si presenterà quanto prima alla porta del destinatario della telefonata per fare gli accertamenti. O, meglio: per ritirare i gioielli ed eventuali contanti, portarli in Procura al magistrato come prova a discarico.
Per chi, anche solo vagamente, conosce il funzionamento delle dinamiche di giustizia è un’autentica follia. Per chi non le conosce, la cosa è credibile. Anche perché i truffatori sono bravi a renderla tale. Al punto da far cascare nella loro trappola pure un ventenne. Il quale apre la porta e in una busta infila poco meno di 2mila euro e gioielli e monili d’oro per una somma complessiva che si aggira sui diecimila euro.
Solo successivamente al giovane è venuto un dubbio. Ma ormai era troppo tardi. E così non ha potuto far altro che recarsi dai Carabinieri, quelli veri, per denunciare l’ennesima truffa messa a segno in città e provincia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA