NovaComo lancia una biciclettata contro il divieto alle bici in centro storico
La polemica Falanga e Minniti criticano la decisione della giunta Rapinese e promuovono l’iniziativa fissata il 12 settembre: il percorso tenendo conto delle vie in cui si dovrà portare la bicicletta a mano
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Como
Una biciclettata per contestare le nuove regole sulla viabilità nel centro storico di Como. A promuoverla è Nova Como, che punta il dito contro l’istituzione della cosiddetta “Apu Rossa”, l’area a massima tutela nella quale biciclette e monopattini potranno transitare soltanto se condotti a mano. L’iniziativa è stata fissata per il 12 settembre alle 11: il ritrovo sarà in piazza Perretta, con arrivo davanti a Palazzo Cernezzi. Il percorso attraverserà gran parte delle zone interessate dalle nuove disposizioni.
Sul tragitto rispettando i divieti
Per sottolineare le difficoltà applicative delle nuove norme, i partecipanti alla manifestazione percorreranno il tragitto rispettando rigorosamente le disposizioni previste: alternando tratti in sella e tratti a piedi, conducendo la bicicletta a mano nei punti soggetti al divieto.
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è ottenere la sospensione della delibera - che deve essere ancora discussa in consiglio - e l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune per definire regole che Nova Como chiede siano «equilibrate, condivise e proporzionate» rispetto alle esigenze di mobilità nel centro cittadino.
«Provvedimento irragionevole»
Per i portavoce di Nova Como, Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, il provvedimento deciso dalla giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese è «irragionevole» e l’ennesimo esempio di una politica basata sui divieti anziché sul confronto con cittadini e categorie interessate. Nova Como sostiene che la misura sia stata introdotta a seguito di un singolo episodio, un incidente che avrebbe coinvolto una e-bike utilizzata per le consegne, trasformando però quell’evento in una restrizione generalizzata rivolta a tutti gli utilizzatori di biciclette.
«Non contestiamo la necessità di regole per la convivenza tra pedoni e ciclisti nel centro storico», affermano Falanga e Minniti. La critica riguarda soprattutto il metodo adottato dall’amministrazione comunale, accusata di non aver promosso un confronto preventivo con residenti, commercianti e associazioni e di non aver valutato le conseguenze per chi utilizza la bicicletta quotidianamente per lavoro, studio o spostamenti personali.
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