Cronaca / Como città
Giovedì 12 Febbraio 2026
Nozze in Comune, nuove regole: solo 30 minuti per dirsi sì
La polemica Opposizioni all’attacco:«Cerimonia svilita». Il sindaco: «Questo è un posto di lavoro, non una griglieria»
Como
Trenta minuti, cronometro alla mano e divieto assoluto di musica. Il nuovo regolamento per i matrimoni civili, approvato lunedì dal Consiglio, trasforma il “sì” in una pratica burocratica da sbrigare con efficienza aziendale. Una scelta che ha scatenato la minoranza, decisa a difendere la solennità del rito contro quella che è stata definita una “logica da Las Vegas”. L’assessore Alberto Fontana ha difeso il testo parlando di “buon senso”: «Raccogliamo ciò che già avviene, fornendo una traccia chiara all’utenza». Il consigliere Vittorio Nessi (Svolta Civica) ha tentato invano di raddoppiare i tempi con il suo intervento: «Il matrimonio è un rito antico - ha detto -, non può essere sbrigato col cronometro. Trenta minuti sono una scelta triste che umilia un momento straordinario». Sulla stessa linea la consigliera Patrizia Lissi (Pd), che ha ricordato come gli sposi chiedano spesso un momento partecipato, non una fredda lettura di articoli. A chiudere ogni spiraglio è stato il sindaco Alessandro Rapinese: «Ho celebrato oltre cento matrimoni: in un quarto d’ora sono tutti fuori. Questo è un luogo di lavoro, non un salone delle danze o una griglieria. Se volete musica o i cori, andate altrove: qui c’è il segretario generale che lavora». Nonostante il racconto commosso di Paola Tocchetti (Forza Italia), sul coro che animò le sue nozze a Varese, la linea dura è passata: a Como ci si sposa veloci e in silenzio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA