Nuovi nati, un altro record negativo per il Comasco
Demografia L’intera provincia nel 2025 ha perso un altro 5% di nascite rispetto al 2024, il calo dei neonati dal 2009 ha superato il 40%
Como
La popolazione comasca si sta modificando, è diventata più anziana, l’infanzia cede il passo alla terza età. I numeri nel complesso tengono, ma solo grazie all’arrivo di nuovi stranieri.
Nel 2025 nel Comasco sono nati 3.522 bambini, un numero mai così basso. Il calo prosegue anche nel resto d’Italia, in maniera poco più lieve, meno 3,9% rispetto al 2024. Da noi il saldo naturale è nettamente negativo, 6.221 i decessi registrati. Ciò nonostante la popolazione residente con l’arrivo del 2026 aumenta e passa da 598.191 a 598.562. Poco e solo perché dall’estero sono arrivate 4.375 persone contro le 2.178 che, con la valigia in mano, se ne sono andate, in particolare giovani laureati. In tutta la provincia gli spostamenti da e verso le altre province e regioni sono in sostanziale pareggio. Sono gli stranieri a salvare la bilancia, soprattutto uomini in età lavorativa. Un flusso che si era ridotto dopo la crisi economica del 2008 e che durante la pandemia ha subito uno stop e che invece è ripreso adesso a crescere. Negli ultimi quattro anni l’aumento è rilevante, quasi il 14%. Con il 2026 sono 52.072 i residenti nel Comasco con cittadinanza non italiana.
Questi nuovi arrivi hanno meno anni sulle spalle rispetto ai comaschi doc. All’inizio del 2026 sulla popolazione totale i cittadini con oltre 75 anni sono diventati 78.829, i minorenni in età pediatrica sotto ai 15 anni sono 69.484. È uno sbilanciamento generazionale, tale da imporre un ripensamento dei percorsi sanitari, scolastici, economici.
La città capoluogo di fatto non perde nuovi nati rispetto al 2024, se non per uno zero virgola, ma perde abitanti. Dall’estero l’apporto degli stranieri sale, aumenta, eppure i residenti si contraggono. A pesare sono soprattutto i movimenti verso altri Comuni, in uscita, quasi 3mila cittadini si sono spostati verso paesi e città lombarde o italiane diverse. Uno dei fattori che più incide con ogni probabilità è il costo delle abitazioni, alle stelle in città, più economico permettersi una casetta in provincia.
La fotografia scattata a Como e provincia dall’Istituto nazionale di statistica a chiusura dei bilanci 2025 ha delle somiglianze con quanto si intravede nel resto dello stivale. La contrazione delle nascite è un male comune, prosegue la diminuzione del numero di figli per ogni donna. Però nel complesso, scrive l’Istat, «la popolazione risulta in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige (+4,2 per mille), in Emilia-Romagna (+3,4 per mille) e in Lombardia (+3,2 per mille). Le regioni in cui si riscontra il maggior calo demografico sono la Basilicata (-9,0 per mille), il Molise (-6,5 per mille) e la Sardegna (-5,1 per mille)». Meno italiani e più stranieri, i nuovi arrivi compensano però solo le Regioni del Nord. Mentre italiani e comaschi contano più anziani che bambini.
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