(Foto di archivio)
Sant’Anna Il primario: «Risposte immediate alle urgenze oftalmologiche». E si riducono i tempi di attesa per la cataratta e le diagnosi pediatriche
Como
L’oculista in Pronto soccorso fino alle 19, tre mesi di coda in meno per la cataratta e un servizio di oftalmologia pediatrica.
L’Oculistica, insieme alla Dermatologia, è da anni una delle specialità mediche più in crisi nel sistema pubblico, i servizi sempre più spostati verso il privato scontano la carenza di medici nei reparti. Al Sant’Anna, nominato un anno fa un nuovo primario, gli specialisti sono però passati da soli cinque agli attuali undici, irrobustito l’organico è stato dunque possibile potenziare alcuni servizi.
Su tutti, come molte volte hanno lamentato i pazienti, la mancanza dell’oculista in Pronto soccorso. In passato di turno la presenza di questo esperto era garantita solo fino alle 16, ora in settimana un percorso dedicato di Pronto soccorso oculistico resterà attivo fino alle 19, con la reperibilità notturna consueta per le gravi urgenze. «Si tratta di un passaggio fondamentale - spiega Stefano Ranno, primario dell’Oculistica dell’Asst Lariana - perché ci consente di dare una risposta immediata alle urgenze oftalmologiche, riducendo i tempi di intervento e migliorando le possibilità di recupero visivo dei pazienti». Il servizio nel fine settimana per il momento resta attivo fino a mezzogiorno, per le reali emergenze l’ospedale può comunque contattare entro tempi contingentati uno specialista. Vero è che i bisogni di cura più lievi senza esperti non trovano risposta anche aspettando in sala d’attesa. Comunque pezzo dopo pezzo il reparto sta cercando di allargare presenze e attività. Un simile problema si sconta peraltro anche al Pronto soccorso del Valduce.
A proposito di problemi agli occhi il secondo tema più segnalato dai pazienti riguarda gli interventi di cataratta, con code sul territorio lunghe anche due anni nel pubblico. «Un anno fa la lista d’attesa da noi arrivava in media a quindici mesi – ribatte ancora Ranno – adesso siamo scesi sotto ai dodici. Su sedute e interventi certo ci sono dei limiti, manca anche per esempio il personale infermieristico, ma stiamo provando a migliorare le cose. Abbiamo per esempio formato uno specialista dedicato ai bambini che prima mancava, per rispondere ai bisogni di oftalmologia pediatrica». Un ambulatorio per il glaucoma, uno per le maculopatie e dei servizi dedicati all’ipovisione. Al contempo il reparto continua a lavorare sul versante più chirurgico, con l’introduzione della tecnologia 3D per migliorare la precisione degli interventi.
«L’obiettivo è offrire percorsi di cura più definiti e continuativi, dalla diagnosi al trattamento fino agli eventuali interventi riabilitativi – spiega ancora Ranno - a supporto di questa riorganizzazione è stato previsto un ampliamento dell’équipe medica e sanitaria, passata da cinque a undici oculisti, con l’inserimento di nuovi specialisti e il rafforzamento della componente ortottica, che svolge un ruolo rilevante nell’attività clinica e chirurgica».
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