Ok di presidi e genitori alla mensa unica
«Meno strada da fare, scelta ragionevole»

I commenti Costi inferiori e distribuzione più rapida fra le ragioni a favore della decisione. Ma a chi ha la cucina interna spiace perdere il servizio: «Era un valore aggiunto»

In attesa di capire meglio i contorni, e al netto di alcune perplessità, il mondo della scuola non è contrario alla decisione della giunta di realizzare, in un immobile comunale, un unico punto cottura, in grado di preparare almeno 5mila pasti al giorno per gli istituti comaschi e i servizi sociali.

Se ne occuperanno i privati che dovranno ristrutturare lo stabile, arredarlo e poi, ovviamente, gestire la preparazione e la consegna dei piatti. «Il discorso della refezione scolastico è sempre molto complicato – premette la preside dell’istituto Como Centro Valentina Grohovaz – gli elementi per valutare il servizio sono tanti. Ciò detto, la proposta della giunta potrebbe essere una buona soluzione: l’esternalizzazione negli ultimi anni non ha creato problemi. Inoltre, l’avvicinamento del punto unico sarebbe positivo».

Abbattere le distanze

L’intenzione dell’amministrazione è realizzare un centro cottura capace d’abbattere le distanze tra il luogo di produzione dei pasti (oggi è a Garbagnate) e le scuole.

Dispiaciuti non si possa più avere la mensa all’interno, era un valore aggiunto

«Il mio giudizio ora non è né positivo né negativo – commenta la dirigente dell’istituto comprensivo Como Borgovico Grazia Miccolis – non ho ancora ricevuto comunicazioni ufficiali, quindi è presto per esprimere un parere. In via Perti i pasti arrivano dall’esterno e non abbiamo grosse lamentele». Attualmente le mense già esternalizzate sono 28 su 39. L’ultima è quella di via Corridoni, che da settembre riceverà i pasti dall’esterno. «Siamo dispiaciuti non si possa più avere la mensa all’interno – aggiunge la preside – era un valore aggiunto e le cuoche erano davvero delle professioniste. Purtroppo, l’abbiamo appreso dai giornali e dai social: nessuno ci ha avvertito».

Fra i genitori, invece, c’è chi è in linea di principio favorevole al percorso tracciato dall’amministrazione e chi non nasconde perplessità. «Siamo abituati a una gestione esterna della mensa – spiega Paolo Torri, papà di via Montelungo – non abbiamo riscontrato grosse problematiche: qualche lamentela c’è, ma riguarda magari la scelta di un piatto non troppo gradito». Senza dubbio «il pasto fatto al momento è più invitante, ma dobbiamo essere realisti: abbiamo scuole con deficit strutturali e con la razionalizzazione dei servizi». Insomma, non sarebbe una scelta drammatica: «Se poi la mensa è più vicina – conclude - tanto di guadagnato».

Le perplessità

Mauro Oricchi non nasconde alcune perplessità: «Va bene la riduzione dei costi – precisa il genitore dell’istituto comprensivo Como Lago – però, mi spiace che, quando si parli di scuola, si metta sempre l’accento sul risparmio e non si ragioni in termini d’investimento. Inoltre, senza nulla togliere alla professionalità delle persone, il trasporto è, da sempre, un punto critico della filiera della somministrazione».

Possibilista Elena Albonico: «Non sono contraria – conclude - portare a Como il centro unico di cottura è una buona idea. Spero in un abbassamento dei costi: ora sono alti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA