Il progetto del Comune sul Palaghiaccio a Muggiò all’esame del mondo economico: «Il sindaco si confronti»

Il caso Pronti a dare una mano ma dopo un incontro. Galimberti: «Progetto ambizioso, lavoriamo insieme». Brenna: «Ora se ne parli al tavolo della competitività»

Il mondo economico, dopo una prima analisi del progetto del Comune per l’area sportiva di Muggiò che comprende, oltre al Centro federale degli sport del ghiaccio (per il quale di punta a ottenere i 25 milioni di euro destinati alla Regione dal Pnrr) anche uno spazio per le piscine (quattro vasche in totale), un autosilo da 1600 posti auto e un’ampia zona verde, chiede un confronto diretto al sindaco. E non è escluso che il tema possa arrivare al tavolo della competitività, che raggruppa istituzioni, politica ed economia. O almeno questa è la richiesta che arriva dal mondo dell’industria.

Giochi ancora aperti

Al momento a Milano non sono ancora state prese decisioni sulla collocazione del Centro federale, conteso anche da Varese. Il presidente della Regione Attilio Fontana, a margine di un convegno degli Ordine degli Architetti, ha dichiarato sul tema, rispondendo ai cronisti delle testate varesine: «Il Centro federale del ghiaccio? Più se ne parla, più si allontana». Segno quindi che i giochi sono ancora aperti ma “gelando” in qualche modo i varesini.

«Se questa è un’opportunità per sistemare una delle zone di Como degradate agganciandosi al Pnrr - commenta il presidente della Camera di Commercio Como-Lecco Marco Galimberti - credo che sia corretto farlo e almeno provarci e che il sindaco faccia bene». Poi muove qualche critica alla strada seguita da Palazzo Cernezzi: «Sono stato messo al corrente due giorni fa (dalla lettera inviata dal sindaco Alessandro Rapinese, ndr) e noi non sapevamo nulla - prosegue - mentre i nostri “cugini” di Varese si sono mossi in modo unitario e coeso. Detto questo da parte nostra c’è massima disponibilità a sostenere il sindaco in questo percorso e, al di là della lettera formale, credo che ci sarà un secondo momento di condivisione e mi aspetto quindi un incontro. Quando il sindaco dice che dobbiamo lavorare tutti per il bene comune, con me sfonda una porta aperta e ciascuno lo deve fare nel proprio ambito». Poi Galimberti chiude dicendo: «Mi sembra un bel progetto, ambizioso e di qualità perché si recupera un angolo di città abbandonato dando risposta agli sportivi comaschi e area dedicata allo sport che è un settore che, nel nostro territorio, ha bisogno di risposte e questa occasione non va persa».

Più tiepido il presidente di Confindustria Como Gianluca Brenna: «Ho ricevuto il progetto due giorni fa e la prima considerazione che ho fatto è che si tratta del classico tema da tavolo della competitività che viene convocato dalla Camera di Commercio con tutti gli attori del territorio».

Idea documento unitario

Poi prosegue: «Detto questo è chiaro che un riordino dell’area attuale che versa nello stato che tutti conosciamo è auspicabile come pure che si metta mano con una progettualità anche a medio termine va bene. Certo che, come ho detto prima, ci sarebbe piaciuto condividere questo percorso visto che per noi i valori dello sport, anche in un discorso di education più ampio, sono molto importanti». Brenna chiede poi alcuni chiarimenti: «Quello che mi lascia più perplesso è che non si capisce che fine faccia il tradizionale palazzetto dello sport (a riguardo il sindaco ha detto che ha pronte delle alternative, ma non le ha svelate, ndr) e anche questo potrebbe essere chiarito in un momento di confronto collettivo. Spero che sia lo stesso sindaco a chiedere la convocazione del tavolo della competitività per poter andare avanti in modo costruttivo». E ribadisce: «Certamente in un riordino complessivo, dal mio punto di vista, dovrebbe essere contemplato anche il palazzetto. Noi dobbiamo chiederci in partenza se le attività sono di interesse per il territorio e opere che servono e non partire dalla disponibilità economica. Ad ogni modo io credo che dopo un confronto con tutti gli attori del territorio si potrà arrivare a un documento unitario per perorare la causa».

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