Palazzo Cernezzi fuorilegge dal 1983: il Comune stanzia quasi due milioni per mettersi in regola dopo 40 anni

Consiglio Comunale. La quota più consistente (1,89 milioni) servirà ad adeguare il municipio alle norme antincendio. Il sindaco Rapinese si difende: «Pratica aperta nell’anno in cui avevo 7 anni, ora avviati i cantieri»

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Como

Ci sono voluti più di quarant’anni, nove sindaci e una notifica di rinvio a giudizio per arrivare alla svolta. Stasera, lunedì 21 settembre, il Consiglio comunale ha approvato in via definitiva un piano da 2.673.143 euro totali, di cui 2.407.999 euro concentrati sul primo anno, in cui la fetta più grossa non va a nuove grandi opere, ma a sanare una clamorosa pendenza del passato. Ben 1.890.000 euro serviranno infatti per la manutenzione straordinaria e la messa a norma antincendio della sede municipale di Palazzo Cernezzi, non a norma dal 1983.

A presentare il provvedimento in aula è l’assessore alle opere pubbliche Maurizio Ciabattoni: «Il programma era già stato adottato dalla Giunta il 15 luglio 2026 e nel periodo di pubblicazione non sono pervenute osservazioni. Gli interventi inseriti nell’elenco annuale 2027 sono tre. Il primo riguarda la manutenzione straordinaria delle case di abitazione conferite ad ALER per 360.364 euro. Il secondo riguarda la manutenzione straordinaria delle infrastrutture stradali e degli asfalti attraverso un accordo da 422.779 euro. Il terzo intervento, economicamente più rilevante, riguarda la manutenzione straordinaria dovuta alla prevenzione incendi del municipio per 1.890.000 euro. Sono interventi molto concreti che riguardano il patrimonio abitativo pubblico, le strade e la sicurezza del patrimonio comunale».

Il capitolo del municipio ha subito acceso la contestazione delle opposizioni. Il consigliere Vittorio Nessi (Svolta Civica) ha incalzato la giunta sui tempi di esecuzione: «Vorrei sapere quali interventi sono stati effettuati dal 2022 a oggi, quanto ha speso fino ad oggi il Comune e a quali lavori si riferiscono i finanziamenti di 1.890.000 euro. Vorrei sapere quando sarà conclusa l’operazione di messa a norma per la prevenzione incendi e per quali motivi non si è ancora riusciti a concludere questi lavori. A distanza di quattro anni il silenzio è stata la risposta. Se siamo ancora qui a rinviare alla programmazione 2027-2029, evidentemente avremmo gradito sapere quando questi lavori sarebbero finiti e quando sono effettivamente iniziati». Nessi ha poi attaccato anche sull’accordo per l’edilizia residenziale pubblica: «I finanziamenti messi sulla carta per ALER sono virtuali. Siamo di fronte a una gestione fallimentare dei beni: questo passaggio di 686 alloggi era un modo per risolvere il problema alla vista, una sistemazione di facciata».

Immediata e senza peli sulla lingua la controreplica del sindaco Alessandro Rapinese, che ha ricostruito la cronistoria dell’adeguamento antincendio partendo dagli anni ’80: «Era iniziata nel 1983, notificata all’allora sindaco Spallino. Fate i conti guardando la bacheca fuori dall’ufficio: quanti sindaci sono passati da allora? Il fatto era che questo palazzo non fosse a norma. Dopo pochi giorni da quando sono diventato sindaco ho ricevuto una visita da parte dei Vigili del Fuoco: rinvio a giudizio. Avevo 7 anni nel 1983 e giravo per Sant’Agostino, non sapevo che sarei stato imputato di un reato. Il rinvio a giudizio se lo becca Rapinese per una comunicazione arrivata nel 1983. Che caso, che sfortuna mi vien da dire».

Rapinese ha rivendicato l’operato della propria amministrazione: «Abbiamo stanziato fondi per oltre 4,8 milioni per far sì che questo palazzo possa tornare a norma. Depositiamo immediatamente un progetto ai Vigili del Fuoco: ci è voluto oltre un anno e mezzo solo per quello, e un altro anno o più per i Vigili del Fuoco solo per dare una risposta al nostro progetto. Da allora non si è perso un secondo e adesso finalmente siamo nella fase esecutiva di stanziare i primi 1.890.000 euro. Considerati i lavori dell’antincendio, quei 4,8 milioni impatteranno anche sulle facciate: sistemarle per una finalità politica, quando poi ci devi ripassare e rifarle, sarebbe un problema. All’esito e al termine dei lavori dell’antincendio, finalmente questo palazzo potrà tornare a essere sicuro e decoroso».

I toni accesi della replica del primo cittadino hanno provocato la reazione dei banchi della minoranza. La consigliera Elena Negretti (Lega) ha criticato l’atteggiamento del sindaco: «Chiedo per cortesia che non si faccia sempre la vittima, perché ci sono altri che stanno pagando le stesse cose che sta pagando lui, anzi forse hanno già pagato. Ricordo che l’Ufficio Opere Pubbliche aveva un dirigente a scavalco che forse non era neanche così tecnico come richiede quel settore».

Sulla stessa linea il consigliere Stefano Legnani (Pd), che ha espresso forti dubbi sulla visione finanziaria complessiva del documento: «Leggo in un programma triennale che il totale di questi lavori sarà di 2.673.000 euro nel 2027, 265.000 euro nel 2028 e 0 nel 2029. Ma è questo il progetto e lo sviluppo della città che abbiamo in mente come amministrazione? Se un’amministrazione ha questo scenario di fronte a sé, è proprio uno scenario di fine legislatura».

Nonostante le obiezioni delle opposizioni, la delibera sul Piano dei Lavori Pubblici è stata messa ai voti a fine seduta ed è stata approvata dalla maggioranza consiliare.

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