Paratie, il pasticcio ora è giudiziario: così il processo slitta in autunno

L’ennesima beffa A Milano il Tribunale sbaglia a mandare le notifiche dell’Appello: tutto rinviato di quattro mesi. E intanto aumentano i capi d’accusa destinati a cadere in prescrizione prima ancora dell’inizio delle udienze

Paratie, il pasticcio ora è giudiziario: così il processo slitta in autunno
La lettura della sentenza nel processo di primo grado nel gennaio di tre anni fa
(Foto di Butti)

Questo Appello non s’ha da fare. Ci sono voluti tre anni di attesa perché a Milano ci si decidesse di fissare il processo di secondo grado per i presunti illeciti commessi nei lavori per le paratie, e ora che sembrava essere giunto il giorno giusto - ieri, per la precisione - i giudici hanno rimandato tutti quanti a casa: ci si vede in autunno inoltrato.

L’errore

La colpa? Il solito errore nelle notifiche della fissazione dell’udienza, da parte della corte d’Appello. E così, questa estate, altri capi d’imputazione cadranno in prescrizione. Trasformando l’intero procedimento in un esercizio di stile quasi senza senso. Perché da un lato, molti imputati che reclamano con forza la loro innocenza potrebbero essere tentati di chiudere i conti con la prescrizione per non rischiare possibili letture loro contrarie. Dall’altro, qualora effettivamente i reati fossero stati commessi, si arriverebbe a un sostanziale nulla di fatto a dispetto di anni di indagini, udienze, polemiche.

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