Parcheggio alla stazione di Como pronto, ma non può aprire. Tre ricorsi al Tar

Area San Giovanni È scontro tra il Comune e il privato. Palazzo Cernezzi vuole che la controparte si faccia carico dei 400 posti e versi tutto l’incasso

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Il grande parcheggio pubblico da quattrocento posti realizzato nell’ambito della trasformazione dell’ex scalo merci è pronto ormai da alcune settimane ed è visibile da via Regina (dove c’è l’uscita mentre l’ingresso è in via Venini), ma è chiuso a tempo indefinito. Si vedono gli stalli, il verde e la segnaletica, ma non si può accedere né utilizzarlo in una zona in cui di parcheggi ci sarebbe grande bisogno, soprattutto per i pendolari e anche per i tifosi del Como 1907 diretti alle partite.

Il motivo? C’è un contenzioso legale in essere tra il privato proprietario dell’area, la società San Giovanni srl, che fa parte del gruppo Nessi & Majocchi, e il Comune di Como che aveva autorizzato il progetto di riqualificazione della zona nel 2020. Tre i ricorsi al Tar presentati dal privato (uno è arrivato anche al Consiglio di Stato, che ha accordato la sospensiva alla società). L’ultimo è stato depositato alcuni giorni fa ed è quello che, di fatto, riguarda la situazione attuale del parcheggio e, soprattutto, le tariffe e le modalità di gestione. La San Giovanni srl si rifà agli atti della giunta Landriscina in base ai quali era stato avviato l’investimento immobiliare di via Venini, sulla maxi area dismessa per anni oggetto di problemi di sicurezza e degrado, che include due edifici destinati ad albergo e ristorazione, parcheggio di 396 posti auto (di cui 101 ad uso delle attività, 295 aperti a tutti) e ancora 29 stalli per gli autobus, 36 per le bici, 18 per le moto. Il nodo cruciale che ha portato all’ultimo contenzioso, che ha bloccato l’apertura, è la gestione dell’area di sosta. La giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese il 15 luglio scorso ha infatti approvato unilateralmente, in pendenza di un ricorso con oggetto il tema dell’onerosità o gratuità della gestione da parte del privato, il “Regolamento d’uso e gestione del parcheggio pubblico”.

La società San Giovanni lamenta però che è stato fatto senza alcun confronto e, quando ha visto i contenuti della delibera, ha deciso di rivolgersi alla giustizia amministrativa. Il regolamento comprende infatti all’articolo 6 le tariffe, esattamente come quelle operative sui posti blu circostanti all’area delimitata: per le auto un euro l’ora (dalle 8 alle 19, massimo di 5 euro al giorno, festivi inclusi), per i bus turistici 10 euro l’ora (8-19, festivi esclusi), gratuità per moto e bici. Più basse di quelle applicate fino al 2024, quando l’area venne chiusa per i lavori. Tornando al regolamento, all’articolo 9 vengono indicati gli obblighi per il privato che, secondo quanto stabilito da Palazzo Cernezzi, «deve provvedere, direttamente o tramite soggetto terzo, a proprio carico, alla gestione dell’area di sosta e in particolare è tenuto a farsi carico a propria cura e spese» di una serie di operazioni che vanno dalla chiusura del parcheggio sulla base delle richieste del Comune alla manutenzione ordinaria e straordinaria della segnaletica verticale e orizzontale, del parcheggio, degli impianti, del verde e dell’illuminazione, incluse le spese per il consumo di energia elettrica. E ancora «di mantenere in stato di efficienza tutti gli impianti (di pagamento e illuminazione inclusi), ivi compresi i dispositivi di sicurezza, segnaletica e controllo; di gestire la pulizia e il decoro di aree e manufatti; di rimuovere l’eventuale neve». Da ultimo viene prescritto che «il soggetto attuatore (la società San Giovanni, ndr) deve riversare mensilmente al Comune tutti gli introiti della sosta, debitamente documentati». Tutto questo è oggetto di ricorso al Tar in quanto la società contesta al Comune di dover non solo versare all’amministrazione l’intero incasso, ma di doversi pure accollare il costo per la gestione. Operazione che, a loro avviso, è in contrasto con gli accordi sottoscritti con lo stesso Comune non consentendo un equilibrio degli obblighi tra pubblico e privato. Saranno ora i giudici del Tar, a metà novembre, a decidere chi avrà ragione e, indirettamente, se e quando il parcheggio potrà aprire.

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