Patente dopo i 75 anni, rinnovi sempre più difficili
Il caso. Le commissioni hanno forti richieste, anche 1.400 visite al mese, avendo da smaltire anche le valutazioni degli automobilisti colti alla guida sotto effetto d’alcol e stupefacenti
Lettura 1 min.Rinnovare la patente per gli anziani è una fatica e di un aiuto per un passaggio hanno sempre più bisogno. Superati i 75 anni, oltre gli 80, rinnovi e revisioni della patente diventano sempre più frequenti, perché così prevedono le leggi e perché a volte insorgono problemi e patologie come primo campanello d’allarme. Bisogna andare ogni due anni per gli over 80 dal medico dell’agenzia di guida, a pagamento, come a pagamento bisogna andare anche tutti gli anni tramite commissioni per ragioni sanitarie. Le commissioni hanno forti richieste, anche 1.400 visite al mese, avendo da smaltire anche le valutazioni degli automobilisti colti alla guida sotto effetto d’alcol e stupefacenti.
«Appena usciti bisogna già prenotare la visita dell’anno dopo - racconta Rosalba Benzoni, nota ex deputata comasca -, perché occorre portare l’esito della visita dal neurologo, trovare quasi sempre dal privato il consulto dell’oculista visto che tramite ricetta non c’è posto. Arrivando a spendere ogni volta anche 300, 400 euro». Ictus, epilessia, diabete, aritmia, cataratta, sono tante le patologie che necessitano di revisione, per una mole pari a migliaia di colloqui per la patente l’anno.
«Pur in buone condizioni di salute i medici davanti alle cartelle cliniche possono imporre limitazioni spiacevoli - racconta Benzoni -, vietare la guida lungo le autostrade, oppure dare un raggio massimo di distanza da casa, venti o quindici chilometri». Data l’insicurezza alla guida di tanti cittadini anziani il ministero dei Trasporti ha valutato, e successivamente ritirato, misure più restrittive e automatiche proprio per gli over 80. Norme che hanno fatto molto discutere. Paradossalmente comunque il numero di conducenti comaschi coinvolti in sinistri alla guida è più significativo tra i giovani, gli anziani sono più prudenti.
Nel 2025 al volante sono rimasti feriti in un incidente 371 giovani tra i 18 e i 29 anni lungo le strade di Como e provincia, meno della metà gli over 65, 156. Nel 2024 349 giovani feriti sempre tra i 18 e i 29 anni alla guida contro i 133 over 65. La grande maggioranza degli autisti feriti è maschio, le donne sono circa un terzo del totale.
«Capisco che perdere la patente significa perdere un pezzo di autonomia - spiega il neurologo del Valduce Mario Guidotti -, con ricadute significative nelle famiglie, tese tra la cura dei nipoti e quella della terza età. Però noi specialisti, assicuro, vediamo quotidianamente pazienti grandi anziani con patologie importanti, a volte degenerative, che hanno ancora la patente di guida in tasca sebbene davvero non siano più in condizioni, succede soprattutto agli uomini».
Dovendo poi prendere bus e treni, con collegamenti non sempre semplici, sempre più anziani chiedono un passaggio.
Le croci rosse hanno poca possibilità di soddisfare questa domanda, pur chiedendo compensi, associazioni come l’Auser che si occupano del tema sono oberate dalle richieste e devono rispondere non di rado allargando le braccia.
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