Patteggiano i coniugi della cocaina ai vip: cinque anni per lo spaccio in centro città

La sentenza Quarantenne comasca e il marito hanno chiuso i loro conti con la giustizia. Almeno un centinaio di clienti, per lo più imprenditori e professionisti, scoperti dalla polizia

Patteggiano i coniugi della cocaina. Monica Comi, 40 anni, e Stilian Zabzuni, albanese di 53 anni detto “Gentile”, hanno scelto di raggiungere un accordo con la giustizia che è stato ratificato ieri mattina di fronte al giudice delle indagini preliminari di Como Walter Lietti. Assistiti entrambi dall’avvocato Roberto Colombo, hanno dovuto alzare di pochi mesi l’intesa che era stata trovata con il pubblico ministero che li aveva indagati, Giuseppe Rose, patteggiando definitivamente 5 anni a testa, sia per il marito sia per la moglie che sono da tempo entrambi detenuti.

Il quartier generale

Il loro punto di spaccio era un appartamento di viale Lecco. L’indagine era stata condotta dagli uomini della squadra Mobile che avevano tenuto monitorati gli spostamenti proprio attorno a quei locali del centro, con le consegne che venivano effettuate o direttamente sull’uscio della casa, dopo che il cliente di turno suonava il campanello, oppure – in alcuni casi – anche direttamente a domicilio. A far scalpore, mesi fa quando l’indagine della polizia era venuta allo scoperto, era stata – oltre alla fiorente attività di spaccio di cocaina in centro città – anche la tipologia della clientela di marito e moglie, ovvero molti personaggi noti di Como, professionisti, imprenditori, uomini e donne con incarichi di lavoro anche molto delicati, pure studenti universitari.

Almeno un centinaio erano risultati essere i clienti della coppia, molti poi sentiti in fase di indagine dagli agenti della Mobile per cristallizzare le accuse contro marito e moglie. Zabzuni e Comi erano stati colpiti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal pubblico ministero Giuseppe Rose e firmata dal giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti. L’albanese di 53 anni detto “Gentile”, per l’accusa svolgeva il «ruolo direttivo» nelle attività di spaccio, mentre alla moglie, 40 anni, spettava un ruolo più «esecutivo». Il numero del “giro” di spaccio era emerso dai telefoni cellulari che erano stati posti sotto sequestro e analizzati. Chiamate e ordinazioni di polvere bianca che avevano permesso agli agenti della Mobile di ricostruire buona parte dei clienti di marito e moglie, persone che si rifornivano in viale Lecco e che erano state sentite per provare l’attività di spaccio che avveniva in pieno centro a Como.

A domicilio

Soggetti che non avevano commesso reati, che però permettevano all’attività della coppia – con i loro acquisti di cocaina – di proliferare. Il tutto a due passi dal Comune e dal Duomo. Un numero elevato che aveva permesso di farsi una idea sull’importanza del giro.

Professionisti e personaggi noti della città che una volta alla settimana – questo è almeno quello che avevano dichiarato – raggiungevano viale Lecco per comprare «o mezzo o l’intero», come dice uno dei pizzicati, ovvero o mezzo grammo di coca al prezzo di 50 euro oppure un grammo intero a 100 euro. Ma c’era anche chi ne comprava di più, fino a quattro o cinque grammi, facendosela consegnare anche direttamente in ufficio.

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