Pensioni, per 55mila comaschi salta la rivalutazione

Con le novità previste nella manovra, una pensione da 2.500 euro lordi mensili perderebbe 144,17 euro all’anno rispetto al mantenimento del sistema per scaglioni. Per un assegno da 3.000 euro, la perdita sarebbe di 153,92 euro, mentre per una pensione da 3.500 euro raggiungerebbe 574,73 euro annui

Como

Va da 144,17 euro fino 1.314,17 euro annui la perdita per i pensionati dovuta al taglio della rivalutazione delle pensioni previsto dalla manovra. A calcolarlo sono le nuove stime elaborate della Uil Pensionati. «Considerando un’inflazione ipotetica al 3% e il trattamento minimo Inps di riferimento pari a 611,85 euro, il passaggio dal sistema per scaglioni a quello per importi complessivi comporterebbe perdite crescenti per le pensioni superiori a quattro volte il minimo», spiega una nota. La mancata rivalutazione colpirebbe circa un pensionato su quattro, ossia nel Comasco circa 55mila anziani a fronte di 230mila persone che percepiscono una pensione.

Una pensione da 2.500 euro lordi mensili perderebbe 144,17 euro all’anno rispetto al mantenimento del sistema per scaglioni. Per un assegno da 3.000 euro, la perdita sarebbe di 153,92 euro, mentre per una pensione da 3.500 euro raggiungerebbe 574,73 euro annui. Quindi la penalizzazione salirebbe a 711,23 euro all’anno per una pensione da 4.000 euro, a 1.015,43 euro per un assegno da 5.000 euro e a 1.163,63 euro per una pensione da 6.000 euro. Per chi percepisce 6.200 euro lordi mensili, la perdita arriverebbe a 1.314,17 euro annui.

Il quadro che emerge dalle percentuali di rivalutazione è ancora più penalizzante rispetto alle prime indiscrezioni. «Peggio di quanto ipotizzato, questi tagli sono insopportabili. Non si deve tagliare la rivalutazione, si devono tagliare le tasse ai pensionati. C’è ancora tempo per ripensarci i pensionati sono 16 milioni e vogliono continuare a dare una mano al Paese», commenta il segretario generale Uilp, Carmelo Barbagallo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA