Giro di vite sui tavolini in centro. Piazza Volta si svuota ed è protesta
Il caso. Concessioni scadute e applicazione del nuovo regolamento comunale. Ciceri (Confcommercio): «Chieste norme transitorie, ma il Comune non ci ha ascoltato»
Lettura 2 min.Non è passato inosservato a chi passeggia o frequenta la vie del centro come in alcune zone, su tutte piazza Volta, siano spariti negli ultimi giorni molti tavolini e ombrelloni. Proprio piazza Volta oggi appare in un modo molto diverso da quello a cui la città era abituata negli ultimi anni con spazi vuoti davanti ad alcuni locali (come il Sorso, lo Spirit), ma lo stesso vale anche in via Garibaldi (niente tavolini davanti al bar tabaccheria Rezzonico, ma anche davanti alla piadineria e, ad altre attività, sono stati ridotti).
Fra l’altro ieri alcuni degli esercizi erano chiusi. In piazza Volta, dove forse negli ultimi anni i tavolini avevano invaso buona parte dello spazio, ora c’è chi parla di «quasi deserto».
I motivi della soppressione dei tavolini e delle concessioni esterni sono diversi tra loro e riguardano anche altre zone del centro città: ci sono casi con concessioni scadute, altri che non hanno versato le quote di occupazione di suolo pubblico e altri ancora interessati dal nuovo regolamento. Il risultato è una modifica degli spazi, così come già avvenuto in piazza Mazzini con l’eliminazione dei dehors chiusi (in quel caso per in seguito alle modifiche introdotte dalla giunta a un altro regolamento, quello edilizio).
Sulla questione occupazione suolo pubblico e tavolini si sta muovendo anche Confcommercio che ha bussato alla porta di Palazzo Cernezzi. «Ad oggi – spiega il presidente dell’associazione di categoria Giovanni Ciceri - abbiamo ricevuto la segnalazione da parte di un associato della rimozione dei tavolini». E poi aggiunge: «In ogni caso, a prescindere da tutto, fin dall’inizio abbiamo chiesto all’amministrazione la realizzazione di norme transitorie per l’applicazione del nuovo regolamento, ma la nostra proposta non ha avuto seguito». Già nei mesi scorsi, quando il dibattito sulle nuove norme che non riguardavano solo il colore degli ombrelloni o delle tovaglie, ma soprattutto il numero di tavolini con alcune limitazioni legate alla capienza dei locali e alla distanza dei posti esterni, Confcommercio aveva chiesto un’entrata in vigore graduale delle misure oltre ad alcuni correttivi.
«Fra l’altro – spiega ulteriormente Ciceri - ci sono numerose situazioni di soggetti che hanno pagato regolarmente la tassa di occupazione, ma non avevano ricevuto formale rinnovo. Da questo punto di vista attendevamo dei chiarimenti da parte degli uffici comunali in ordine alle loro intenzioni ed alla normativa da applicare caso per caso, ma finora non abbiamo avuto notizie e proprio per questo abbiamo provveduto a richiedere un incontro chiarificatore al Comune».
Nel regolamento approvato a fine anno oltre a misure molto stringenti sugli arredi e sui colori di ombrelloni e tovaglie sono infatti contenute disposizioni che prevedono, per le nuove concessioni, spazi esterni dimezzati rispetto a ora e non oltre i 90 mq. E inoltre in caso di occupazioni abusive nel biennio precedente alla richiesta di rinnovo (che significa anche tasse non pagate) non può esserne concessa una nuova con il rischio concreto di chiusura del locale che non potrà avere, di fatto, neanche un tavolino. Concessioni che, a differenza del passato, hanno ora durata di due anni alla scadenza dei quali va fatta una nuova richiesta. La volontà espressa più volte dal sindaco Alessandro Rapinese (che ieri non ha fornito alcun riscontro a domande di chiarimento su quanto sta avvenendo in città) era stata in passato quella di voler mettere ordine e ridurre i tavolini eliminando casi con piccolissima superficie all’interno del locale e, invece, spazi ampi sulla pubblica piazza. Nel regolamento c’è anche la norma che riguarda i portici con l’articolo 32 che fa sparire completamente tavoli, sedie e altri arredi da sotto i portici.
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