Piscine comunali tra chiusure e rincari. Radice: «Servono tariffe accessibili»

Estate Con la vasca del Sinigaglia, l’impianto di Casate resta l’unica alternativa. Qui, rispetto alla scorsa stagione, i prezzi degli ingressi sono aumentati

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Como

La colonnina del termometro segna lo stesso numero per tutti, ma il caldo «non colpisce tutti allo stesso modo». Lucas Radice, segretario provinciale Sinistra Italiana Como/ Alleanza Verdi e Sinistra, torna a parlare dei rincari che hanno interessato le tariffe della piscina comunale di Casate. Da martedì 23 giugno, giorno in cui è iniziata la stagione all’impianto, l’ingresso giornaliero è passato da 7 a 13 euro, mentre la mezza giornata costa 7 euro fino alle 14. Inoltre, il lunedì, la struttura rimane chiusa e ogni giorno dalle 14 la vasca interna non è più accessibile. Da un paio di giorni, poi, la piscina Sinigaglia è stata chiusa, lasciando l’impianto di Casate come unica alternativa per un tuffo nell’acqua fresca.

«Di fronte a temperature sempre più elevate, l’accesso a spazi per rinfrescarsi, come piscine pubbliche e impianti comunali, diventa un servizio essenziale, non un lusso - scrive Radice- . Eppure assistiamo anche a Como a un progressivo aumento dei prezzi di ingresso, che rischia di trasformare questi luoghi in spazi sempre più esclusivi, accessibili solo a chi può permetterseli».

Nei giorni del grande caldo e delle critiche dall’opposizione, il sindaco Alessandro Rapinese ha definito il nuovo assetto a Casate come una “scelta obbligata” per assecondare le richieste dei dipendenti di Csu.

I rincari nel comparto dei consumi estivi, però, non hanno colpito solo Como: «Associazioni dei consumatori denunciano aumenti diffusi, con prezzi in crescita anche per servizi ricreativi e piscine, trainati dall’aumento della domanda legata alla crisi climatica. È inaccettabile che, di fronte a questa situazione, si giustifichino gli aumenti con motivazioni propagandistiche, come la presunta necessità di misure ‘anti maranza’. Si tratta di una narrazione strumentale che serve solo a coprire una scelta politica precisa: fare cassa sulla pelle dei cittadini».

Il risultato è evidente: mentre il caldo aumenta e colpisce soprattutto le fasce più fragili, anziani, bambini, lavoratori, gli spazi pubblici per trovare sollievo diventano meno accessibili. In altre città italiane si va nella direzione opposta, con iniziative pubbliche che garantiscono accesso gratuito o agevolato alle piscine per le categorie più esposte alle ondate di calore.

Mentre la città si prepara, da settimana prossima, ad una nuova ondata di calore, Radice conclude: «La giustizia climatica passa anche da qui: garantire a tutti e tutte l’accesso a spazi pubblici sicuri, dignitosi e accessibili, soprattutto nei momenti di maggiore emergenza climatica».

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