Più spazi e letti al Sant’Anna? «Ben vengano, era nato piccolo»

Sanità I 100 milioni per costruire il quinto padiglione renderanno il presidio più adatto alle necessità

Como

L’ospedale di via Ravona ha bisogno di più spazio, e il numero dei posti letto in provincia non copre il fabbisogno: a fronte di queste richieste, da tempo l’Asst Lariana domanda soluzioni alla Regione che, sia pure in un documento programmatico, ora ha stanziato 100 milioni di euro per potenziare il presidio. Si tratta di un investimento che guarda al 2031, anno in cui scadrà la concessione per gestire l’ospedale, data ai privati che hanno costruito il nuovo Sant’Anna.

«È un segnale importante – commenta l’assessore regionale Alessandro Fermi - che deve essere costantemente sostenuto affinché questo indirizzo di programmazione trovi attuazione il prima possibile, tenendo conto di una necessità del Sant’Anna». Gli atti di programmazione possono essere modificati, in base alle esigenze e alle possibilità. I finanziamenti vanno perciò concretizzati, anche se aver inserito 100 milioni di euro sotto alla voce “Sant’Anna” è la conferma di una necessità territoriale.

«Si tratta di un’ottima notizia dal punto di vista clinico – dice Giacomo Boscagli, il direttore amministrativo dell’Asst Lariana - , visto che la provincia di Como ha una carenza di posti letto rispetto alla media regionale. Ma è un’ottima notizia anche «dal punto di vista organizzativo, perché portare a San Fermo tutti i servizi legati alle acuzie garantirà percorsi di maggiore qualità ed efficienza. E anche dal punto di vista del personale, si potrà ad esempio risolvere la cronica carenza di parcheggi». Boscagli però auspica «che si faccia una riflessione anche sulla viabilità della zona, già oggi molto critica nelle ore di punta». A questo proposito, anche ieri mattina, la situazione era critica.

In riferimento ai 100 milioni prospettati, «è una bella cifra» commenta Mario Landriscina, ex sindaco già primario del dipartimento di emergenza urgenza del Sant’Anna. «Consentirebbe di rendere l’ospedale più in linea rispetto alle esigenze della provincia, in termini di posti letto e di servizi - continua -. Il Sant’Anna deve essere un presidio generalista, utile a tutti, ma con una vocazione per le acuzie e per alcune specialità di spicco. Ben venga un nuovo investimento. Resta poi la sfida di riuscire ad animare i reparti con medici e infermieri».

Il nuovo Sant’Anna ha aperto le porte nel 2010 e l’investimento per costruire il presidio è stato pari a circa 260 milioni. Ad oggi in via Napoleona è rimasto di fatto solo il monoblocco: buona parte degli altri edifici sparsi sulla collina di Camerlata sono ancora vuoti, anche se va detto che di recente si è aggiunto l’ospedale di comunità, con venti posti letto per i malati cronici.

«Il Sant’Anna nuovo è nato piccolo, l’abbiamo ripetuto per anni – afferma Paolo Furgoni, per anni urologo dell’Asst Lariana e referente provinciale del Pd in tema di sanità –. Siamo felici che oggi, pur con qualche ritardo, se ne siano accorti. Si tratta di un presidio sottodimensionato». Già durante la pandemia l’Asst Lariana ha cercato di aprire cento posti letto in via Napoleona, che ora pure ha avviato un piccolo reparto per malati fragili. E’ giusto potenziare la struttura centrale, ne abbiamo bisogno, anche se non credo sarà facile a livello progettuale perché l’ospedale nuovo è stato costruito in una valle stretta e umida».

© RIPRODUZIONE RISERVATA