Polemiche sul nido di via Longhena. Rapinese: «Una volta finito, mi chiedo se ci saranno gli iscritti». Finizio: «Sembra auspicare il fallimento del progetto»
Como Investiti più di 5 milioni per riqualificare la struttura e ampliarla con un polo dell’infanzia 0-6 anni. Rapinese su Etg+sindaco: «Albate avrà l’asilo più bello del mondo, mi auguro che abbia i bambini da metterci dentro».
Como
Si torna a parlare dell’asilo nido di via Longhena chiuso dall’estate del 2023 per dei lavori con 3,1 milioni di fondi Pnrr su un totale 5,3 milioni con l’obiettivo di effettuare una riqualificazione funzionale e la realizzazione di un secondo piano (oggi l’asilo si sviluppa solo al piano terra) dove sarà ospitato un nuovo polo dell’infanzia. «Le parole del Sindaco sembrano tradire l’auspicio di un fallimento del progetto, quasi a voler giustificare a posteriori la raffica di chiusure di asili e scuole che questa amministrazione sta portando avanti con ostinazione» dice Francesco Finizio referente scuole del Pd Como commentando le parole con cui il sindaco Alessandro Rapinese nel corso della trasmissione Etg+Sindaco ha commentato il tema della denatalità - da anni ormai al centro del dibattito cittadino sulla chiusura di asili e scuole - ipotizzando che il polo dell’infanzia di via Longhena, una volta completato, rischierà di restare inutilizzato. «Mi domando - ha detto il sindaco parlando del progetto di modernizzazione del polo dell’infanzia - se, quando saranno finiti i lavori e saranno aperte le iscrizioni, ci saranno i bambini da iscrivere, quando arriverà questa storia moderna e iper tecnologica spero che nel frattempo i comaschi ricomincino a fare figli». E poi ancora: «Albate avrà l’asilo più bello del mondo, mi auguro che abbia i bambini da metterci dentro»).
Lavori in corso
Già quest’inverno il tema dei lavori in via Longhena era tornato di attualità in consiglio comunale quando la consigliera Patrizia Lissi aveva fatto notare come i residenti di Albate lamentino che «non si vede mai nessuno lavorare». L’assesore Doria, a dicembre, aveva ribadito però che i lavori sono in corso e che il primo lotto era già stato consegnato a settembre. Ora che il sindaco torna sulla questione e parla di numeri, è Finizio a prendere la parola: «Quell’affermazione non solo è gravemente infelice, è anche tecnicamente infondata perché i numeri dell’ex nido Peter Pan contraddicono il sindaco. Infatti, tra il 2021 (anno peraltro ancora caratterizzato dal Covid) e il 2022, il nido operava a pieno regime con un numero superiore ai 30 iscritti. Il calo a 18 bambini del 2023 (a luglio la chiusura) è dovuto all’incertezza generata dall’amministrazione stessa sullo svolgimento di imminenti lavori, che poi imminenti, come sappiamo, non sono stati essendo già passati quasi tre anni».
«Numeri diminuiti per il trasferimento a Rebbio»
Finizio sottolinea anche come il progetto per la riqualificazione dell’asilo preveda la creazione di un polo dell’infanzia 0-6 anni, mentre finora la struttura ha sempre e solo ospitato bambini piccoli fino ai 3 anni: in questo senso i numeri dovrebbero crescere ulteriormente rispetto al passato. «Inoltre - aggiunge il politico comasco - contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco, il trasferimento a Rebbio ha comportato disagi significativi, peggiorando la qualità della vita per le famiglie di Albate che sono state costrette a immergersi ogni mattina nel traffico per raggiungere via Giussani. Inoltre, il cambio di abitudini, come il doversi svegliare prima e cambiare luoghi a loro diventati familiari, ha avuto un impatto negativo su bambini così piccoli (0-3 anni). Le loro esigenze non possono essere trattate con la stessa logica burocratica riservata ad oggetti inanimati quali i pacchi da collocare e spostare a piacimento». Una riflessione che lo porta a ribadire la necessità - sollevata dal suo partito già in occasione della prospettata chiusura del nido Magnolia di via Passeri - di «tutelare e realizzare nidi e scuole dell’infanzia di quartiere».
Infine la stoccata del referente del Pd sulle scuole rispetto allo stato dei lavori in via Longhena con un richiamo all’approvazione del progetto esecutivo del primo lotto di lavori firmata a settembre 2025, più di due anni dopo la chiusura della struttura: «Il tutto con un’assenza di informazione e partecipazione delle famiglie come dimostrato dall’assemblea tematica a loro rivolta ma fissata dall’attuale amministrazione alle 8 di mattina di un giorno feriale, un orario impensabile e inconcepibile a chiunque sia dotato di buon senso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA