(Foto di archivio)
Il caso Ieri l’ufficialità: asta deserta, il Comune fallisce il tentativo di cessione del vecchio teatro di piazza Cacciatori. E ora? La via più probabile è un nuovo tentativo, con una richiesta inferiore agli attuali 3 milioni e 800mila euro
L’ottimismo che trapelava nei mesi scorsi a Palazzo Cernezzi e da parte del sindaco Alessandro Rapinese sulla vendita del Politeama si è infranto venerdì mattina alle 10 a Lecco, nello studio del notaio Federica Croce.
«Con riferimento all’asta fissata per le ore 10 di venerdì mattina - le parole del notaio banditore - non c’è stata presentazione di nessuna busta e, quindi nessuna offerta. Pertanto l’asta è andata deserta». Per l’ex cineteatro tra viale Cavallotti e piazza Cacciatori delle Alpi la lunga notte dell’abbandono – che dura da oltre vent’anni – è tutt’altro che finita. Nessuno vuole l’edificio inaugurato nel 1910, prima costruzione in città ad essere realizzata in calcestruzzo armato, su progetto dell’architetto Federico Frigerio, colui che alcuni anni più tardi avrebbe firmato il Tempio Voltiano e la ricostruzione della cupola del Duomo dopo l’incendio del 1935. Il valore minimo a base d’asta era stato stabilito dalle perizie in 3 milioni 820mila euro e, per poter partecipare, era obbligatorio un sopralluogo.
Non sono state nemmeno presentate istanze di proroga dei termini (cosa che normalmente avviene quando c’è magari qualcuno interessato ma ha bisogno di più tempo per ulteriori valutazioni) e quindi, l’asta è stata chiusa definitivamente come deserta. Il Comune era diventato unico proprietario del Politeama alla fine del 2022 (rogito firmato il 28 febbraio 2023) acquistando il 20% di quote parcellizzate e inizialmente la volontà del sindaco era stata quella di procedere con un restauro (partendo dal tetto), ma poi aveva cambiato idea sostenendo che non fosse possibile spiegando che una ristrutturazione di un edificio storico e vincolato come quello avrebbe richiesto un fabbisogno economico ingentissimo (stimato in circa 20 milioni).
All’inizio di novembre del 2024 l’ex cineteatro venne incluso tra gli immobili da vendere per la necessità, spiegò Rapinese, di «reperire finanza» e di «eliminare un punto di degrado inaccettabile nel nostro centro città». A fine dicembre l’asta che ora si è conclusa in un niente di fatto lasciando quindi aperta una storia senza soluzione dal 2000, da quando cioè Alfredo Gaffuri lasciò la maggioranza delle quote al Comune. Rapinese come detto si era mostrato ottimista sulle possibilità di riuscire a vendere l’immobile dichiarando all’inizio di dicembre «Penso che ci siano possibilità di alienazione molto concrete». Invece nulla.
E ora? Bisognerà vedere cosa deciderà di fare il Comune e, quindi, se procedere con una nuova asta abbassando il prezzo. Oggetto di vendita sono il teatro, il sottopalco, disimpegni, bar, ristorante, cucina, i locali un tempo destinati ad albergo ai piani primo e secondo e infine tre unità abitative ai piani primo, secondo e terzo.
Il palazzo è vincolato dal 1987 come bene storico-artistico monumentale e finora proprio i vincoli e la necessità di ingenti risorse per il recupero avevano scoraggiato possibili investitori privati che, evidentemente, hanno deciso di non puntare sul Politeama. Neanche questa è la volta buona per vedere rinascere un palazzo-gioiello da cui l’architetto Frigerio fece partire il suo famoso “cannocchiale” che porta dritto al Tempio Voltiano. Quel palazzo a cui Gaffuri era talmente affezionato da cederlo al Comune sperando che lo facesse rivivere come avevano fatto suo nonno e i suoi genitori. Era il 2000, il Politeama chiuse definitivamente nel 2005 e oggi è ancora in cerca di un futuro che resterà ancora (chissà per quanto) prigioniero delle tenebre che lo avvolgono da ormai 26 anni.
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