Politecnico, c’è ancora vita a Como
Scoperta mondiale nel laboratorio

Una delle più importanti novità nella fisica arriva dal lavoro in via Anzani. Riuscito l’esperimento che ha permesso di osservare l’interferenza di onde di antimateria

I grandi successi scientifici non si ottengono solo nei giganteschi e prestigiosi laboratori delle metropoli. A Como, per esempio, da anni esiste e lavora in via Anzani “L-Ness”, un laboratorio interuniversitario, nato grazie al dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e insieme con la Statale e la Biccocca, al momento resistente allo smantellamento cittadino cominciato dall’ateneo milanese. Non solo: dove un tempo stavano le rotative de “La Provincia”, è stato realizzato uno degli esperimenti ritenuti più importanti della fisica mondiale compiuti nel 2019, come sancito da una squadra di curatori scientifici che ha stilato il ranking “top ten breakthrough of the year in physics”.

«Onestamente, non ce l’aspettavamo d’essere inseriti fra i dieci “avanzamenti” più rilevanti di quest’anno», spiega Rafael Ferragut , docente del Politecnico e responsabile del laboratorio positroni. «Sono davvero orgoglioso - aggiunge - siamo un piccolo laboratorio, se paragonati con altri in giro per il mondo. Questo risultato è il frutto del lavoro tenace ed entusiasta di un piccolo gruppo di ricercatori appassionati».

Pubblicata a maggio su “Science Advances”, è la prima dimostrazione dell’interferenza di onde d’antimateria. Spiegarlo in maniera corretta e senza banalizzarlo è affare complicato: assumendo i rischi del caso, si tratta della versione con antimateria di un esperimento proposto a livello concettuale da Albert Einstein nel lontano 1927.

Il premio Nobel Richard Feynman , in una delle sue famose lezioni, sottolineava come questo effetto fosse al centro del “mistero” della teoria quantistica e che la sua realizzazione sarebbe stata praticamente impossibile. Tuttavia, a Bologna, nel 1967, tre scienziati riuscirono per primi a osservare l’effetto con gli elettroni, portando a termine l’esperimento che in seguito sarebbe stato votato come “il più bello della fisica” dai lettori della rivista Physics World.

A Como, invece, è stata fatta un’impresa mai riuscita in precedenza, nonostante gli sforzi di molti gruppi di scienziati: osservare lo stesso effetto con una particella di antimateria, il positrone (anti-elettrone).

L’esperimento è stato firmato da otto autori: Sala, Ariga, Giammarchi, Ereditato, Ferragut, Scampoli, Pistillo e Leone. È riuscito grazie a una collaborazione fra il Politecnico di Milano, la sezione meneghina dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), la Statale e il Centro Albert Einstein (AEC) per la fisica fondamentale e il laboratorio di Fisica delle alte energie (Lhep) dell’università di Berna.

Lo scopo finale dello studio è utilizzare la straordinaria accuratezza dell’interferometria per misurare l’interazione gravitazionale fra materia antimateria. In poche parole: riuscire a rispondere ad alcune delle domande più profonde e fondamentali per la conoscenza umana.

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