Portò via le figlie al papà «per tutelarle dal Covid». Ma il pm: «Condannatela»
Una donna inglese è finita sotto accusa per sottrazione di minori
Como
Anche la Corte Reale Britannica era stata interessata della vicenda, chiedendo ad una suddita di sua Maestà, cittadina inglese residente nel sud di Londra, 54 anni, di riportare in Italia le figlie dove avrebbero dovuto stare, ovvero dal padre. È finita in Tribunale una complicata vicenda penale relativa alla sottrazione di due bambine minori, che all’epoca dei fatti avevano 11 anni e 9 anni, portate Oltremanica dalla mamma senza il consenso del padre con cui la relazione sentimentale era ormai finita.
Sentenza entro Natale
Una storia che si è inserita nei mesi travagliati del Covid, che è alla fine approdata in aula e che ha portato il pubblico ministero a chiedere per il genitore imputato, di cui non possiamo fornire il nome per tutelare le due bambine ora più grandi ma sempre minorenni, una pena di un anno e otto mesi. La difesa ha contestato tutte le accuse, chiedendo l’assoluzione, e la sentenza è ora attesa per Natale.
Partiamo però dall’inizio, ovvero da quando – nel 2020 – l’Italia viene “chiusa” in seguito alla pandemia da Covid. La madre, con l’assenso del padre e per il bene delle figlie, decide di partire per l’Inghilterra dove la chiusura non c’è ancora e la situazione sembra essere meno grave. Ma il quadro cambia anche nelle isole britanniche, ed il padre sale a Londra per riportarsi a casa le figlie. Nel luglio dello stesso anno, la madre si ripresenta nella Penisola in quanto dispone di 55 giorni di ferie annuali, che già in tempi precedenti aveva sfruttato per stare a lungo con le figlie. Così avviene anche in questa situazione, con le bambine che dunque tornano – sempre con il permesso del padre – a Londra.
Ma il problema si presenta a questo punto, perché da allora le figlie non verranno più fatte tornare in Italia, nemmeno al termine dei 55 giorni, fino ad interessare della vicenda anche la Corte Reale che si pronuncia in favore del ridare le figlie al padre. La storia non finisce qui, perché la madre non rassegnandosi torna in Italia e riparte di nuovo con le figlie riportandole via al padre che non aveva ovviamente dato alcun assenso al trasferimento. Da qui il fascicolo penale approdato in aula a Como, con la richiesta di condanna avanzata dal pm quantificata in un anno e otto mesi.
La difesa ha però battagliato sottolineando come non vi fosse alcuna volontà di «escludere la responsabilità genitoriale del padre» che «ben sapeva dove erano le figlie», con l’unico reale intento della madre che sarebbe stato quello di «tutelare le bambine durante la pandemia». A decidere, su questa vicenda complicata, è ora chiamato il giudice Monocratico di Como.
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