Posti auto fino a 200 euro al mese. E i lavoratori scappano dalla città

La sosta a pagamento La ristorazione è il settore più colpito «Bisogna investire nel sociale altrimenti scappano tutti»

Lavorare per pagare il posto auto, o rischiare la sicurezza e la puntualità sui mezzi pubblici. È il bivio, sempre più stretto, davanti al quale si trovano ogni giorno centinaia di commessi, camerieri e responsabili dei negozi del centro storico di Como. Con l’entrata in vigore delle nuove tariffe e la carenza di stalli agevolati, il caro-parcheggio non è più solo un fastidio per i turisti, ma una vera e propria tassa sul lavoro che spinge molti a fuggire dalla città. «Lasciare 100 o 200 euro della busta paga al mese in parcheggio è un disastro», racconta con amarezza Giusi Mallimaci, responsabile del negozio Bata. I turni nel commercio sono lunghi, spesso dalle 9.30 alle 20. Dieci ore che, a tariffe piene, possono costare più di una giornata di stipendio. «Per le ragazze che hanno appena iniziato o per chi ha un contratto da 20 ore, venire in macchina è diventato impossibile. Si finisce per lavorare per pagare la sosta».

La soluzione alternativa, i mezzi pubblici, sembra un percorso a ostacoli. «Ho dipendenti che devono farsi accompagnare dai genitori perché il treno non passa - continua Mallimaci -, o che arrivano in ritardo nonostante partano ore prima».

La questione non tocca solo il portafoglio, ma la tenuta stessa del tessuto economico locale. Corrado Visini, dell’omonima gastronomia, lancia un allarme chiaro: «Bisogna investire sul sociale, altrimenti scappano tutti. Se un cameriere deve pensare di spendere 200 euro per venire a lavorare, semplicemente non viene più a Como».

Visini sottolinea come il settore della ristorazione sia il più colpito: «Noi chiudiamo a mezzanotte. A quell’ora i bus non ci sono, i treni sono un miraggio. Se non creiamo tariffe agevolate per chi ha una busta paga in centro, resteranno solo le grandi catene o situazioni degradate».

Per chi sceglie i mezzi, subentra il fattore sicurezza. Ingrid Alves Gama (Yves Rocher) vive in centro e non usa l’auto, ma vede il cambiamento: «Io prendo il treno ma non mi sento sicura, spesso mi faccio accompagnare dal mio compagno. Negli ultimi due anni la situazione è peggiorata». Il caro-parcheggio allontana anche i clienti fidelizzati: «Molte persone perdono le promozioni perché rinunciano a venire in centro: troppo costoso e troppo complicato parcheggiare».

Anche chi lavora all’aperto, come Pierangelo Franzetti, nel mercato in piazza San Fedele, vive l’incubo burocratico della Ztl combinato ai costi: «Paghiamo il permesso per scaricare, poi dobbiamo correre fuori a parcheggiare a pagamento. Sulla tangenziale te la cavi con 5 euro, ma se arrivi dopo le 9 del mattino non trovi più nulla».

Le richieste dei lavoratori sono comuni: parcheggi riservati o tariffe agevolate legate alla busta paga. Ad oggi, tra l’aumento dei costi energetici e gli affitti stellari, il costo della sosta rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso. «Speriamo che il sindaco faccia qualcosa - conclude Mallimaci -, perché trovare personale è già difficile, se chiediamo loro anche di pagare per venire a lavorare, il centro di Como è destinato a svuotarsi».

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