Prevenzione, l’appello di Ats Insubria: «Deve crescere lo screening per il colon»
Salute Il bilancio dell’attività in provincia di Como: in crescita i test mammografici (59%). Vaccini: l’antinfluenzale tra gli over 65 si ferma al 53,4%, lontano il target del 75%
Como
Prevenzione, meglio le mammografie, da migliorare l’antinfluenzale e le vaccinazioni adolescenziali.
Concluso il 2025, tra i bilanci redatti dall’Ats Insubria per il nostro territorio si leggono i numeri delle attività di prevenzione secondaria.
Intanto, ha fatto l’antinfluenzale il 53,4% degli over 65 comaschi, il dato non è negativo confrontato alle altre vicine province, ma l’obiettivo sarebbe quello di coprire tre quarti di questa popolazione. Sul totale dei cittadini la percentuale è ferma al 21%, meglio i bambini dai 2 ai 6 anni, al 28,9%, meno le donne in gravidanza, 21,8%. Non basta per difendere tutta la comunità.
I vaccini pediatrici si confermano invece una misura forte e consolidata, detto che non sempre superiamo la quota di sicurezza fissata al 95%. Entro i primi 24 mesi fa l’esavalente il 96,8% dei piccoli, il 96,7% l’anti morbillo, parotite e rosolia, il 96,3% il vaccino per la varicella, meno la prima dose per il meningococco C (93,3%), la terza per il meningococco B (91,5%) e la terza per lo pneumococco (94,2%). Crescendo i nati nel 2018 fanno al 94,8% l’anti morbillo, parotite e rosolia, al 93,7% l’anti polio, la coorte del 2013 vede scendere il richiamo Hpv al 77% e l’anti meningococco Acwy al 94%, all’87,5% per i giovani di 19 anni. Su queste percentuali bisogna lavorare, risultano faticosi in particolare i richiami negli anni a venire rispetto alle coorti dei neonati. Non a caso è incoraggiante per esempio il 90,4% dei piccolissimi che ha fatto il vaccino contro il virus sinciziale.
Nell’età adulta i nati nel 1960 hanno fatto all’11,5% l’anti zooster, prima fermo all’1,3% e l’anti pneumococco al 19,3% contro il 5% del 2024. Nelle Rsa la copertura per lo zooster è pari al 37%, per lo pneumococco al 53,5 % mentre l’antinfluenzale all’80%, un dato maggioritario tra i soggetti molto fragili.
Capitolo screening oncologici, la copertura delle mammografie dai 50 ai 69 anni nel Comasco è salita al 59,3%, è un numero positivo rispetto al passato quando non raggiungevamo la metà delle candidate invitate, bene anche confronto ai vicini territori, siamo comunque nella media lombarda. Spediti 71.995 inviti tra il 2024 e il 2025 abbiamo testato 42.737 donne.
Malino i controlli al colon retto, 48,2%, peggio gli uomini, su 178.379 inviti in due anni hanno fatto il test del sangue occulto 81.400 comaschi. Va detto che ai primi controlli in caso di positività seguono importanti approfondimenti di secondo livello. Nell’ultimo triennio nel Comasco la copertura del Pap test è ferma al 30,1%, lo screening alla cervice uterina al 47,5%, l’esame del sangue per prevenire l’epatite al 18,7%. Ogni screening ha un suo target di riferimento secondo età. Tutto al netto di controlli incidentali o suggeriti per familiarità o per sintomi. Da implementare nei prossimi mesi lo screening nuovo alla prostata e da avviare da zero lo screening ai polmoni per i fumatori, entro e non oltre il 2026.
«In tutto il territorio si è assistito nell’ultimo biennio ad un incremento di copertura per screening mammografico – si legge agli atti dell’Ats Insubria - pur risultando comunque i dati ancora non del tutto soddisfacenti ed inferiori alla soglia da raggiungere. Non sufficienti gli esiti per il colon, l’adesione per la cervice è inferiore rispetto alla quota minima».
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