(Foto di archivio)
Como Lo scopo della delibera approvata a Milano è quello di realizzare il quinto padiglione entro il 2030. Servono spazi per i reparti ma anche per i parcheggi
Como
Cento milioni di euro per ingrandire il Sant’Anna. Si tratta - è la premessa - solo di una delibera regionale di programmazione con un arco temporale non immediato, per il quale bisogna guardare fino al 2031. Tanto più che gli investimenti, si legge agli atti, possono essere modificati e devono poi essere confermati «sotto il profilo della fattibilità tecnica ed economica» attraverso una «ricognizione puntuale» anche alla luce «dell’evoluzione del sistema sanitario». Detto questo, tra i finanziamenti elencati per potenziare gli ospedali lombardi sono stati inseriti ben cento milioni di euro per costruire «il quinto padiglione dell’ospedale Sant’Anna di Como», e i primi fondi dovrebbero arrivare tra il 2029 e il 2030, per poi completare gli investimenti entro il 2031.
Gli ambiti prioritari di intervento nella sanità lombarda sono stati tracciati dalla giunta regionale ancora ad agosto, ma da tempo la direzione dell’Asst Lariana cerca un dialogo per immaginare nuovi spazi. La cifra rappresenta dunque un riconoscimento significativo. Servono infatti metri quadrati per reparti e medici, non a caso negli ultimi mesi l’azienda ospedaliera ha cercato di incastrare meglio i servizi presenti a San Fermo, per esempio dentro alla palazzina amministrativa, con quelli ancora attivi in via Napoleona. È in corso l’ingrandimento del Pronto soccorso, già dall’anno scorso il Sant’Anna ha allargato la Psichiatria. Da anni ormai l’ospedale cerca una soluzione per incrementare il numero di posti auto, i parcheggi sono sempre troppo pieni, servirebbero almeno 200 stalli in più.
Di fatto, hanno raccontato molti specialisti e dirigenti passati dall’Asst Lariana, il nuovo Sant’Anna è nato piccolo fin dai tempi della sua costruzione. Lo è ancor più oggi che deve rispondere ai crescenti bisogni di una popolazione sempre più anziana e fragile. Il nuovo polo sanitario al confine con San Fermo della Battaglia ha aperto le sue porte nel 2010, costruito grazie a un investimento pubblico e privato pari a circa 260 milioni di euro. Il futuro possibile finanziamento inserito nella delibera di programmazione regionale entro i prossimi cinque anni, cento milioni di euro, darebbe modo al Sant’Anna di allargare la sua sede.
Siamo soltanto ad un atto di programmazione, se questo passo dovesse diventare concreto seguirà un iter burocratico lungo anni, tra progetti, bandi e lavori. Ma per Como questo è comunque un segnale importante.
A margine occorre anche notare che la concessione per la gestione dell’ospedale data prima del 2010 ai privati, riuniti nel Progetto Nuovo Sant’Anna, le società che quindici anni fa costruirono il presidio di via Ravona, scade proprio nel 2031. E dunque il pubblico potrebbe prima trattare con i costruttori un nuovo accordo in cambio di altri investimenti, opere.
In ultimo, tornando all’ex Sant’Anna in via Napoleona, l’accordo di programma originario che ha portato a realizzare il nuovo ospedale prevedeva che il vecchio polo di Camerlata venisse riqualificato, con una parte della collina da alienare, quando invece molti edifici restano ancora oggi vuoti e decadenti. Questo sebbene nell’area oggi siano stati costruiti l’ospedale di comunità per i pazienti fragili e la casa di comunità, con le attività da sempre interne al monoblocco unite agli ambulatori e ai servizi adiacenti.
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